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Decreto su scuola e vaccino, il governo verso la linea soft. “Persuasione più che obbligo”. Le misure entro domani, resta aperto il problema dei docenti senza immunizzazione

Repubblica. Il nuovo decreto anti-Covid dovrà essere pronto domani, ma su come gestire in sicurezza scuola e trasporti il governo non ha ancora preso una decisione definitiva. Il commissario straordinario per l’emergenza Francesco Paolo Figliuolo ha chiesto un po’ di tempo prima di agire con l’obbligo vaccinale per il personale docente e non docente. Perché gli effetti dell’introduzione del Green Pass potrebbero vedersi anche per quei 280 mila irriducibili del mondo della scuola che hanno per ora rifiutato di immunizzarsi. E perché ad avere percentuali di vaccinazioni considerate basse sono soprattutto alcune regioni e alcune province e si potrebbe decidere di intervenire solo in quelle zone.
Ma l’ipotesi – perorata da chi cerca una sintesi con le posizioni del centrodestra, contrario all’obbligo – non vede affatto d’accordo il ministro della Salute Roberto Speranza. Convinto piuttosto che la cosa più chiara e comprensibile sia introdurre l’obbligatorietà ovunque, senza misure a macchia di leopardo che sarebbero vissute comunque male dalla comunità scolastica. Anche se sono in molti tra i ministri a pensare che il massimo che si possa fare – soprattutto in un primo momento – sia mettere tra le norme una forte raccomandazione, magari con l’ipotesi che agli insegnanti non vaccinati sia consentito di lavorare esclusivamente in Dad. Anche qui, le idee del governo sono destinate a scontrarsi con quelle dei sindacati, che ieri hanno chiesto che i lavoratori non siano discriminati in base alle scelte che faranno su vaccini e Green Pass.
Il mantra che in queste ore risuona nelle stanze del governo è «persuasione più che coercizione ». Anche perché, sempre in riferimento alla scuola, alcuni dati sono confortanti. Non solo le percentuali di vaccinazione del personale in alcune Regioni modello, ma soprattutto quelle che riguardano gli studenti: nella fascia 12-19 anni il commissario Figliuolo conta di raggiungere una quota pari all’80 per cento di vaccinati entro fine settembre. «I ragazzi stanno rispondendo molto bene alla campagna di immunizzazione », sostengono a Palazzo Chigi, che è al lavoro con il ministro della Scuola Bianchi anche su altre soluzioni, a partire dalla necessità di ridurre il numero di alunni per classe e di intervenire sulla capienza dei mezzi pubblici, come si era tentato di fare l’anno scorso.
E proprio sui trasporti sarà concentrata l’altra parte del decreto in arrivo domani. Anche qui, all’interno dell’esecutivo ci sono visioni differenti sull’estensione del Green Pass a bus, treni, aerei, traghetti, nonostante in questi giorni si stia assistendo a scene di cattiva gestione dei flussi dei viaggiatori, con sovraffollamenti sia su navi e aliscafi sia su molte tratte regionali delle ferrovie. Il governo cerca una data da cui far partire l’obbligo di Green Pass per i trasporti di lunga percorrenza, consapevole però di non poterlo fare con poco preavviso. Si teme di frenare la ripresa del turismo, ma si potrebbe decidere di anticipare l’introduzione del Green Pass almeno a fine agosto, per consentire quanto meno u n rientro il più possibile ordinato dalle vacanze. Per avere la certificazione infatti bisogna essere vaccinati, con una o due dosi, oppure aver fatto un tampone nelle 48 ore precedenti alla partenza. Condizioni che, ragionano nell’esecutivo, a questo punto non sono affatto difficili da ottenere. Tanto che si sta anche lavorando a un prezzo calmierato dei tamponi per tutti, e in particolare per i più giovani, pur di far sì che in autunno nessuno debba pentirsi di scelte mancate.

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