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Consiglio di Stato. Inpdap: diritto dei padri servirsi riposi orari

Rientra anche nei diritti del padre servirsi dei riposi orari, per gestire il momento dell’allattamento del figlio, in accordo con le esigenze della madre. A spiegarlo è l’Inpdap che con la nota opreativa n. 23/2011 approfondisce le condizioni per cui il dipendente può usufruire del diritto.

Nel caso in cui la madre sia lavoratrice dipendente, ha diritto a due pause di un’ora ciascuna anche cumulabili per il primo anno di vita del bambino. La normativa precedente prevedeva l’intervento del padre solo nei casi in cui la madre fosse una lavoratrice autonoma, in caso di affidamento, o in caso di morte o grave infermità. La categoria della lavoratrice casalinga era esclusa da tale norma.

Con sentenza n. 4293/2008, il Consiglio di Stato equipara lo stautus di madre non lavoratrice dipendente, a quella di casalinga, anche impegnata in attività che possono distoglierla dalla cura del neonato. Praticamente, dunque, anche in queste ipotesi il papà ha diritto ai riposi orari. Di conseguenza l’Inpdap chiarisce gli effetti della nuova estensione della norma. In primis la disciplina consente al padre di fruire dei permessi orari, anche nel caso in cui la donna sia casalinga. La loro fruizione avviene in presenza di determinate condizioni opportunamente documentate, madre casalinga impossibilitata a prendersi cura del neonato perché impegnata in altre attività, quali ad esempio accertamenti sanitari, partecipazione a pubblici concorsi, cure mediche e altre simili. Il diritto non ha alcuna incidenza ai fini degli obblighi contributivi; il padre dipendente inoltre, può fruire dei riposi giornalieri nei limiti di due ore o di un’ora al giorno a seconda dell’orario giornaliero di lavoro, entro il primo anno di vita del bambino o entro il primo anno dall’ingresso in famiglia del minore adottato o affidato. I riposi possono essere fruiti a partire dal giorno successivo ai tre mesi dopo il parto. In caso di parto plurimo, il padre dipendente può fruire del raddoppio dei riposi e le ore aggiuntive possono essere utilizzate anche durate i primi tre mesi dopo il parto

18 ottobre 2011

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