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Dl Pensioni, via libera della commissione Lavoro. Ok a rimborsi più elevati. Passano gli emendamenti Pd. Stop alla penalizzazione sui montanti contributivi

Il congelamento del tasso di capitalizzazione dei montanti contributivi (previsto per il 2015) non sarà recuperato nel 2016. E’ questa la principale novità su cui ieri in Commissione Lavoro alla Camera dei deputati si è trovato l’accordo politico. Per la misura sono stati stanziati 80milioni di euro ma si eviterà di penalizzare i lavoratori che andranno in pensione nel 2016, coloro che altrimenti avrebbero subito una piccola perdita del valore di contributi versati.

Con questa modifica, arrivata a seguito della riformulazione di emedamenti da parte del governo, il dl pensioni ha ottenuto, ieri, il via libera dalla commissione lavoro della camera. Il testo passerà ora al vaglio della commissione bilancio che dovrà esprimersi in merito alle coperture finanziarie. Oltre agli 80 mln per evitare il recupero a seguito del congelamento nel corso dei lavori è stato approvato anche un emendamento in materia dei benefici concessi per l’amianto che interpreta in modo autentico l’articolo 1, comma 112, della legge 23 dicembre 2014, n.?190. Nello specifico si chiarisce che “per lavoratori attualmente in servizio si intendono i lavoratori che, alla data di entrata in vigore della medesima legge, non erano beneficiari di trattamenti pensionistici”.

Il testo ora viaggia spedito verso l’Aula. Secondo la relatrice al testo Anna Giacobbe (Pd), il testo sarà esaminato a partire da mercoledì sera della prossima settimana, in modo da poter concludere le votazioni entro giovedì. A quel punto il testo passerà, poi, al vaglio del senato che avrà circa 20 giorni di tempo per analizzarlo ed apportare eventuali modifiche. La scadenza, infatti, è fissata per il 21 luglio prossimo.

Passano quattro emendamenti del Pd. Potenziato il meccanismo di rivalutazione dei rimborsi a partire dal 1° gennaio 2014. Per il calcolo degli assegni si terrà conto del cumulo dei vitalizi.

 Rivalutazione dei rimborsi sulla base della normativa vigente a partire dal 1° gennaio 2014, l’importo degli assegni vitalizi dei politici farà soglia per l’applicazione del meccanismo di rivalutazione, piu’ fondi per i contratti di solidarietà. Sono questi gli emendamenti approvati ieri in Commissione Lavoro, che sta esaminando il decreto legge 65/2015, il provvedimento varato dal Cdm a fine maggio per rispondere alla sentenza della Corte Costituzionale sul blocco biennale dell’indicizzazione.

Rivalutazione dei Rimborsi. Passano in particolare quattro emendamenti dei dem: il primo precisa i contorni del meccanismo di rivalutazione dei rimborsi. A decorrere dal 1° gennaio 2014, le somme attribuite dal provvedimento governativo (20% di quanto corriposto nel biennio 2012-2013 per gli anni 2014 e 2015 e 50% a partire dal 2016) saranno rivalutate in base alla disciplina vigente. Una precisazione che dovrebbe portare nelle tasche dei pensionati qualcosa in piu’ rispetto a quanto fatto trapelare nei giorni scorsi dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro (qui è possibile verificare a quanto ammontano i rimborsi).

Vitalizi dei Politici. Arriva anche una modifica per quanto riguarda la perequazione automatica delle pensioni: con una modifica sull’articolo 34, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n.?448, si prevede che il meccanismo di rivalutazione dovrà tenere conto altresì dell’importo degli assegni vitalizi derivanti da uffici elettivi. In pratica i vitalizi dei politici saranno presi in considerazione ai fini della determinazione delle fasce di pensione sulle quali applicare le percentuali di rivalutazione.  “L’emendamento – ha spiegato la relatrice Anna Giacobbe del Pd – fa sì che i vitalizi vengano cumulati ai trattamenti previdenziali come principio generale e non soltanto per questo decreto

Contratti di solidarietà. Altri due emendamenti riguardano il finanziamento dei contratti di solidarietà sui quali si prevede l’innalzamento delle risorse per un importo di 220 milioni di euro per l’anno 2015 a carico del Fondo Sociale per l’occupazione e la Formazione. Passano, infatti, da 70 a 140 milioni le risorse per i contratti di tipo B (quelli per le aziende che non rientrano nel regime di Cigs e per le aziende artigiane) e sono stanziati ex novo altri 150 milioni per i contratti di tipo A.

Pensioni Oggi – 19 giugno 2015 

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