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Dopo anni forte calo, produzione Ue carne ovina si stabilizza. Assocarni, importante per aree marginali e consumi di tradizione

Dopo il forte calo degli ultimi anni, è attesa una stabilizzazione della produzione europea di carne ovina nel biennio 2013-14. E’ quanto emerso in un convegno sui ‘Nuovi strumenti europei di valorizzazione della carne ovina’ promosso  a Bologna da Assocarni (Associazione Nazionale Industria e Commercio carni), in collaborazione con Eblex (Ente inglese per il sostegno e lo Sviluppo dell’Industria Agroalimentare) e l’Ente gallese di promozione della carne.

I punti di forza della carne ovina, ha detto Piero Camilli vicepresidente Assocarni con delega al Mercato Ovino, risiedono ancora nella sua importanza socio-economica nelle aree marginali e svantaggiate e nelle caratteristiche fortemente tradizionali dei suoi consumi, ma la crescita del settore dal punto di vista commerciale e dei consumi è contrastata dalla scarsa efficienza del sistema produttivo (cooperative/associazioni), dalle caratteristiche di stagionalità della produzione rispetto ad una possibile domanda, dal prezzo relativamente elevato e dalla mancanza di una adeguata promozione.

Tuttavia, ha rimarcato il responsabile acquisti carni Conad nazionale Luigi Zambelli, la carne ovina “rappresenta un problema per la Grande Distribuzione in quanto il 50% dei consumi è concentrato in due soli momenti dell’anno: Natale e Pasqua. Questo rende molto difficile la gestione di questo prodotto a livello commerciale. A ciò si aggiunge la poca conoscenza del consumatore italiano della carne ovina e, di conseguenza, la mancanza di abitudine nell’acquistarla regolarmente come alternativa alle altre carni comunemente consumate”.

Il settore delle carni ovine, ha sottolineato l’economista presso la Commissione Europea, Emanuel Jankowski, è molto fragile e sta attraversando un periodo di crisi anche per i crescenti costi conseguenti all’introduzione dell’identificazione elettronica, i prezzi dei mangimi e metodi di produzione tradizionale come la transumanza. Inoltre, è in aumento l’offerta di carni ovine proveniente da paesi terzi.

Dato il peggioramento della redditività, il Regolamento della Commissione (CE) 737/2013 introduce – annuncia infine – la possibilità di proporre programmi di promozione e informazione relativi alla carne ovina comune originaria dell’Unione nel mercato interno e nei paesi terzi”.

Ansa – 19 ottobre 2013 

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