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Cavallo inutile donato da Governatore costa 2300euro al mese

La pensione dorata del cavallo che doveva curare i bambini. Era arrivato come un divo, davanti a telecamere e fotografi, condotto per il morso dal governatore Raffaele Lombardo.

Il 22 dicembre scorso Zorro, cavallo dal pelo marrone, entrava trionfalmente al centro per medullolesi «Villa delle Ginestre» come regalo di Natale per i piccoli malati, che avrebbero potuto così fare riabilitazione con l’ippoterapia. Discorso, applausi, evviva.

Peccato che oggi, quattro mesi dopo, Zorro non abbia visto neanche l’ombra di un bambino. E che il munifico dono del presidente sia diventato un macigno sulle spalle del destinatario: l’Azienda sanitaria provinciale.

Un macigno che pesa per l’esattezza 2.300 euro al mese: soldi che l’Asl paga all’Istituto sperimentale zootecnico della Regione per il mantenimento del quadrupede, annoiato da mattina a sera. Il servizio di riabilitazione, infatti, non è mai partito perché il personale non è stato formato, e manca la sella speciale per l’ippoterapia. Fino al mese scorso si sono arrangiati, a Villa delle Ginestre, e senza neanche troppe spese: 70 euro al mese per comprare balle di fieno e mangime.

Finché i dirigenti dell’Asp hanno pensato di affidare il cavallo all’istituto che dovrebbe occuparsi di ricerca, e la semplice firma della convenzione ha fatto improvvisamente lievitare di 350 volte il costo del mantenimento di Zorro.

Forse ora mangia oro e diamanti? No, il cibo è rimasto pressoché uguale, ma il grosso della spesa è destinato a stipendi e contributi del personale che se ne occupa. Quattro addetti, che interrompono la solitudine di Zorro dalle7 alle 9 e dalle 15 alle 17. Lo spazzolano, lo rinfrescano, gli danno da mangiare.

D’altronde, per loro è prezioso. L’istituto, un carrozzone regionale che dovrebbe occuparsi del miglioramento delle razze siciliane di pecore, capre e mucche, in realtà spende il 95% del suo bilancio annuale di tre milioni di euro per pagare gli stipendi di presidente, direttore, dei 40 dipendenti (in gran parte precari stabilizzati negli anni cuffariani) e dei rari laureati che non sono fuggiti verso altri lidi.

Tra le poche attività c’è quella della stazione di monta equina, dove gli stalloni vengono fatti accoppiare con le cavalle. Si sarà illuso, Zorro, quando ha visto comparire i suoi nuovi angeli custodi dell’Istituto sperimentale, che lo portassero lì, per incontri ravvicinati con puledre dai nomi come Lovely night, Encantadora, Luna, Odette.

Un’attività animata dal vasto mondo che ruota intorno alle corse (legali e no), con buona pace di chi si chiede che cosa abbiano a che fare i puledri con la zootecnia. Ma Zorro non è stato avviato verso quel luogo dei piaceri, dove hanno stazionato invece i tre purosangue arabi donati nel 2008 a Lombardo dal sultano dell’Oman, Qaboos Bin Said, dopo una sontuosa visita a Palermo.

La saura di due anni Annan, la grigia Dar’Eyah e il puledro baio di tre anni Sakeen avevano toccato il suolo siciliano dopo un viaggio in aereo fino a Milano e un lungo trasferimento in van. Il 17 dicembre di 4 anni fa erano entrati, anche loro con l’accompagnamento personale del governatore, allo Zootecnico. E mantenuti lì, sempre a spese dei contribuenti siciliani. Poi migrarono da Palermo a Catania, in un’altra struttura regionale («Incremento ippico»), dove i tanti specialisti non furono considerati sufficienti ad accudirli.

Tanto che la Regione ritenne necessario dare ottantamila euro per il «Recupero e valorizzazione del cavallo purosangue orientale» a un’associazione privata che – coincidenza ha sede proprio nel paese natale del governatore, Grammichele.

Lombardo ritenne giusto sdebitarsi inviando al sultano, nel maggio del 2010, sette pregiate capre girgentane. Spedizione curata da Expotrans, che dovette procurarsi «un imballaggio idoneo a garantire il massimo comfort» — come spiegò — e a trovare «un vettore che si assumesse la responsabilità del trasporto in un periodo non del tutto favorevole per i viaggi aerei a causa dell’eruzione del vulcano in Islanda». Le bestie arrivarono sane e salve, dopo 15 ore di volo, prima a Bangkok e poi a Muscat. Al costo di una business class.

Lastampa.it – 1 maggio 2012

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