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Dotazioni organiche dei servizi veterinari. Fvm Veneto propone un sistema di calcolo oggettivo basato sui volumi prestazionali e i tempi necessari a svolgere le attività

Il numero dei veterinari pubblici oggi in servizio nelle Ulss del Veneto è sceso sotto l’asticella delle 300 unità. Un dato grave e senza precedenti in una Regione che vanta una produzione agroalimentare seconda solo a quella della Lombardia ma che ha meno della metà dei suoi veterinari pubblici.

Su piante organiche già carenti si sono innestati il lungo blocco delle assunzioni, la sempre più elevata età media del personale veterinario e il massiccio numero di pensionamenti anticipati che hanno concorso a una ulteriore riduzione. Pesa oggi sugli organici anche il ritardo con cui le Ulss procedono al turn over, nonostante l’avvenuto sblocco normativo. La perdita di unità lavorative (oltre 60 dal momento della fusione delle aziende sanitarie) ha portato a una situazione di vero e proprio allarme per il funzionamento e la tenuta del sistema dei controlli ufficiali, il soddisfacimento dei Lea, le numerose prestazioni veterinarie di sanità, benessere animale e sicurezza alimentare, per non parlare del contrasto alle emergenze (influenza aviaria, peste suina africana, ecc). Come possono servizi di salute pubblica così sottodimensionati far fronte con efficacia ed efficienza ai molti compiti ad essi demandati? E soprattutto in base a quali criteri dovrebbero essere programmate le necessarie dotazioni organiche?

Una proposta concreta in questa direzione è arrivata dal presidente della Federazione veterinari e medici del Veneto, Paolo Camerotto, nell’ambito della tavola rotonda “Il presidio di legalità in sanità pubblica” che si è tenuto nei giorni scorsi al Bhr hotel di Treviso. “Manca oggi per i servizi di prevenzione un sistema di calcolo oggettivo dei tempi necessari a svolgere le diverse e numerose attività, in base al quale determinare l’effettiva necessità di personale – ha affermato il presidente Fvm –  Tra l’altro, i “criteri” usati sono diversi nelle varie Ulss. La nostra  proposta è quella di adottare un sistema informatizzato regionale per il calcolo dei volumi prestazionali. Si tratta di modelli organizzativi già utilizzati in altre Regioni che hanno portato a determinare la necessità di personale in base alle attività da svolgere e ai tempi che esse richiedono, il che ha avuto come conseguenza un incremento significativo degli organici”.

Le attività in capo ai servizi veterinari delle Ulss sono in gran parte prevedibili – ha spiegato Camerotto – dato che si basano sulla programmazione dei piani pluriennali di controllo indicati dal Ministero della Salute, e che le altre prestazioni sono quantificabili sulla scorta dello “storico” di attività. Sulla base dei tempi necessari per ogni tipo di intervento Regione e Ulss saranno in grado di mettere a punto un sistema che determina i reali fabbisogni in maniera integrata. Una volta calcolati i fabbisogni del sistema di controllo ufficiale in Veneto sarà più agevole anche applicare i livelli di perfomance ed effettuare una coerente gradazione delle premialità”.

In questo quadro risulta imprescindibile un rafforzamento del nodo regionale della prevenzione per l’attivazione e il rinnovamento dei piani di controllo e per l’aggiornamento del personale.

Nel corso della tavola rotonda sono stati affrontate le tematiche e le problematiche che investono oggi, a due anni dall’inizio della pandemia, la sanità pubblica, sia umana che veterinaria, in un’ottica di “salute globale”. Le diverse competenze e professionalità che hanno animato il confronto hanno permesso uno sguardo ad ampio raggio di grande interesse ed estremamente stimolante.

Un ringraziamento caloroso va a tutti i presenti e ai partecipanti al dibattito che hanno dato il loro decisivo contributo alla riuscita dell’iniziativa: la presidente della commissione sanità del consiglio regionale, Sonia Brescacin, la vice presidente, Annamaria Bigon, il giornalista Renzo Mazzaro che ha moderato l’incontro, l’avvocato Fabrizio Scagliotti, il direttore dell’Izsve Antonia Ricci, la rappresentante Frov Alessia Grassigli,  la vicepresidente nazionale Fvm Fabiola Fini, il segretario di Cimo Veneto Giovanni Leoni, la segretaria regionale Smi Liliana Lora, e il vicepresidente di Fvm Veneto Alberto Pozzi”.

 

Nelle foto alcuni momenti della tavola rotonda

24 aprile 2022

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