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Embargo russo e crisi dell’export Verona capitale del dialogo. Oggi e domani il Forum Eurasiatico. Con i big dell’economia e i diplomatici di Mosca

Sarà, anche quest’anno, un punto nevralgico del confronto economico tra l’Italia e l’Est euro-asiatico. Ma quest’anno, con molto pepe in più, dopo le discusse sanzioni varate dall’Occidente nei confronti della Russia (e le relative contromisure di Mosca che tanto hanno danneggiato l’economia veneta), dopo le drammatiche vicende dell’Ucraina.

E anche per questo motivo, l’edizione 2014 del Forum Eurasiatico, che torna a svolgersi da oggi a venerdì nei saloni della Gran Guardia, sarà un appuntamento tutto da seguire. L’evento è stato presentato a palazzo Barbieri dal sindaco Flavio Tosi e da Antonio Fallico, ideatore del Forum nonché presidente di Banca Intesa Russia e dell’Associazione Conoscere Eurasia. Da entrambi, bordate critiche contro l’embargo. Che secondo Fallico «può danneggiare la Russia, ma sicuramente danneggia molto di più l’economia europea, quella italiana e quella del Veneto e di Verona». E le cifre parlano da sole: se nell’anno precedente alla crisi russo-ucraina l’export veronese verso Mosca è cresciuto in doppia cifra, nel periodo gennaio-giugno di quest’anno Verona ha esportato in Russia 170 milioni di euro con una perdita di 6,7 punti percentuali rispetto allo stesso periodo 2013. E l’embargo russo sull’agroalimentare, secondo le stime, peserà sul territorio scaligero per circa 60 milioni di euro. «E proprio Verona è la seconda provincia veneta per interscambio con la Russia dietro solo a Vicenza – ha detto Fallico – mentre il Veneto è la terza regione italiana per export verso Mosca. Anche per questo – ha concluso – il Forum trova qui la sede ideale per far ripartire un dialogo più che mai necessario».

Il sindaco Tosi ha aggiunto che «il turismo dalla Russia rappresenta ormai il 13 o 14 per cento del totale per la nostra città, per non parlare dell’import-export di moltissime nostre aziende. Ragion per cui – ha detto Tosi – prima di prendere certe decisioni, l’Europa avrebbe dovuto pensarci meglio, anziché cedere alle pressioni degli Stati Uniti: in questo caso, infatti, i nostri interessi non coincidono con quelli degli Usa, visto che l’Ue ha un import-export 30 volte superiore». Tornando al Forum che si apre oggi in Gran Guardia, ospiterà relatori di tutto riguardo: tornerà anche quest’anno Romano Prodi, accanto al quale ci saranno l’ambasciatore russo in Italia, Sergey Razov, ma anche (per la prima volta) l’ambasciatore della Repubblica Popolare di Cina, Li Ruiyu. Tra gli altri relatori italiani, poi, Giovanni Bazoli e Gian Maria Gros Pietro, di Intesa Sanpaolo, Mauro Moretti, ad di Finmeccanica, Massimo Mucchetti, presidente della Commissione Industria del Senato e Piero Galli, direttore della Gestione Evento Expo 2015 spa.

Lillo Aldegheri – Il Corriere del Veneto – 23 ottobre 2014 

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