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Enti pubblici, parte il giro di vite. Raffica di scadenze per la Pubblica amministrazione: dall’addio alla carta alla stretta sulle partecipate

Una raffica di scadenze, da qui ai primi giorni del prossimo anno: il calendario della Pubblica amministrazione è fitto di date contrassegnate, dalla stretta sulle partecipate all’addio alla carta. Non c’è solo il dossier statali e in queste settimane maturano i termini su punti cruciali della riforma Madia, su cui pende ancora la sentenza della Consulta.

Ecco allora le principali novità per cui è scattato il countdown. Un mese per la svolta digitale. Entro il 14 gennaio un decreto dovrebbe riscrivere le regole per passare ad un’amministrazione 2.0 e così far scattare l’obbligo per tutti gli enti di «adeguare i propri sistemi di gestione informatica dei documenti». Obbligo che doveva diventare effettivo quest’estate, ma poi rinviato con il nuovo Codice dell’amministrazione digitale. Ora però il tempo stringe e tutti gli uffici pubblici sono chiamati a superare la carta. Partecipate light e tetti stipendi. Le società a controllo pubblico «adeguano i propri statuti» alle novità del decreto Madia «entro il 31 dicembre 2016». Così recita il provvedimento stesso. Tra i nuovi paletti: deleghe a un solo amministratore, niente più vicepresidenti, divieto di gettoni di presenza o premi deliberati dopo lo svolgimento dell’attività. Trascorsi i termini per l’emanazione del decreto per nuovi limiti retributivi, si deve passare da tre a cinque fasce, con conseguente revisione al ribasso dell’ultima (si scenderà sotto i 100mila euro). Grandi opere. Volendo rispettare la tabella di marcia prevista dal decreto “Sblocca opere”, nei prossimi giorni si dovrebbe raggiungere in conferenza unificata un’intesa per fissare i criteri in base a cui riconoscere un progetto come strategico o meno. Una sorta di checklist, di pagella, che decreta l’entrata o l’uscita di una proposta dalla rosa a cui verrà applicata una via preferenziale, con il dimezzamento dei tempi della burocrazia. Entro l’11 gennaio la griglia di valutazione dovrà essere chiusa. Operazione trasparenza. Il 23 dicembre ogni amministrazione dovrà assicurare «l’effettivo esercizio del diritto», per chiunque, di accedere ai dati e ai documenti. Non c’è bisogno di giustificare l’istanza e la risposta deve essere data entro 30 giorni. Auto blu. Anche Regioni e Comuni devono comunicare ogni anno l’elenco dettagliato delle vetture in garage. L’invio dei dati è considerato un obbligo, il cui mancato rispetto comporta il taglio del 50% delle spese dedicate ai trasporti.

Il Centro – 10 dicembre 2016 

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