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Nuovo Coronavirus, altri quattro casi Arabia Saudita. Attenzione alta Italia

E in Francia si aggravano le condizioni di un uomo ricoverato a Lille. Allarme dell’Oms: si può trasmettere da persona a persona. Per ora in Europa sembrerebbero essere stati accertati casi solo in Gran Bretagna, Germania, Olanda e da ultima la Francia. Sale a 20 il numero dei decessi

L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha indicato di aver corretto al rialzo il numero di persone decedute dopo essere state infettate dal Coronavirus, un virus simile alla Sars. In totale il bilancio è di 20 decessi, con la registrazione retroattiva di due pazienti deceduti le cui autopsie hanno confermato che si trattava di coronavirus.

Sempre in Arabia Saudita sono stati registrati altri quattro nuovi casi di contagio, come ha reso noto il Ministero della Sanità di Riyadh, precisando che uno dei pazienti è già stato dimesso mentre gli altri tre sono in terapia.

A livello mondiale quindi sono 38 i casi confermati, di cui 28 in Arabia Saudita, 2 casi in Giordania, 4 nel Regno unito, 2 in Germania e 2 in Francia.

Riyadh – Quattro nuovi casi di Coronavirus sono stati registrati in Arabia Saudita, dove il virus ha già causato 15 morti: lo ha reso noto il ministero della Sanità di Riyadh, precisando che uno dei pazienti è già stato dimesso mentre gli altri tre sono in terapia.

Sale così a 28 il numero di pazienti sauditi affetti dal virus, simile a quello della Sars: secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità a livello mondiale i casi accertati sono 38, con 20 decessi.

In Francia intanto si aggravano le condizioni di salute di uno dei tre pazienti ricoverati dopo aver contratto il virus. Un uomo è stato sottoposto ad “assistenza respiratoria ventilata” all’ospedale di Lille in ragione di “un peggioramento dell’attività respiratoria”. “Le sue condizioni di salute non si sono ancora stabilizzate”. La notizia è arrivata proprio quando l’Organizzazione Mondiale per la Sanità ha confermato che il contagio tra persone “a stretto contatto” è possibile.

Le condizioni di un altro paziente ricoverato a Lille restano “stabili e serie”, ha reso noto il centro, sottolineando che “nessun segno di miglioramento è stato constatato dai medici”. Il secondo caso di contagio confermato domenica in Francia ha rafforzato il timore di un contagio tra persone a “stretto contatto”, spingendo l’Oms a lanciare l’allarme. Il secondo paziente francese colpito dal virus è infatti un uomo ricoverato nella stessa stanza della prima vittima.

Dal 2012 sono stati 34 i casi confermati in Europa e Medio Oriente, di cui 18 letali, secondo un recente bilancio dell’Oms. L’Arabia Saudita domenica ha riferito di 15 decessi su 24 casi accertati dal settembre 2012, annunciando di aver chiesto la collaborazione di esperti di Stati Uniti, Canada e Oms. “Dopo aver studiato i casi delle persone malate, sono emersi segnali di una trasmissione a stretto contatto – ha dichiarato il ministro saudita Abdullah Al-Rabeeah – tuttavia, le modalità di contagio e la fonte del virus rimangono ancora sconosciuti”.

“La principale preoccupazione mondiale riguarda la possibilità che questo nuovo virus si diffonda – si legge nella nota diffusa ieri dall’Oms – a preoccupare maggiormente è il fatto che diversi casi osservati in più Paesi supportano sempre più l’ipotesi che quando c’è stretto contatto, questo nuovo coronavirus può trasmettersi da persona a persona”. Tuttavia, ha tenuto a precisare il vicedirettore dell’organizzazione Keiji Fukuda, “questo contagio da persona a persona è rimasto limitato a un piccolo numero di casi e, finora, non c’è prova della capacità di questo virus di essere in grado di causare un contagio più vasto delle comunità”.

Il coronavirus appartiene alla stessa famiglia di virus della Sars, la polmonite atipica che 10 anni fa uccise circa 800 persone in Asia. (TMNews)

Codacons chiede al Ministero misure urgenti

“Finora l’Italia non è stata coinvolta dal problema, ma è necessario ricorrere a misure urgenti per evitare che la Sars arrivi anche nel nostro paese – spiega il presidente Carlo Rienzi – In passato abbiamo avuto prova di come una eccessiva tranquillità e sottovalutazione di un allarme sanitario da parte delle autorità, abbia prodotto effetti disastrosi. Per questo chiediamo oggi al Ministero della salute di attivarsi, assicurando massima vigilanza e disponendo misure atte a garantire la salute dei cittadini italiani. In particolare – prosegue Rienzi – occorre intervenire sul fronte dei viaggi internazionali, specie quelli in Medio Oriente, laddove cioè si è diffuso il virus determinando il più alto numero di contagi e morti, adottando provvedimenti preventivi in grado di bloccare l’ingresso del virus in Italia”. (Quotidiano sanità)

Ma quali sono i sintomi della malattia? E perché si pensa a una somiglianza con la Sars? Guardian e New Scientist hanno risposto a queste domande.

Che cos’è un coronavirus? Si tratta di virus a Rna positivo individuati per la prima volta negli anni sessanta, sono stati chiamati così per la forma “a corona” del virus osservato al microscopio elettronico. Causano infezioni respiratorie sia negli umani che negli animali. Alcuni causano banali raffreddori, ma è un coronavirus anche quello della Sars (Sindrome acuta respiratoria severa), una forma atipica di polmonite, che nel 2003 ha causato nel mondo 775 morti.

Che sintomi danno le infezioni del nuovo coronavirus in Arabia Saudita? E come si curano? Ci sono poche informazioni su questo aspetto del nuovo virus. Nei casi confermati la malattia ha provocato sintomi come febbre, tosse e difficoltà respiratorie anche gravi. Non è chiaro se il virus sia circolato in forma più leggera causando sintomi meno forti. Non esistono delle cure specifiche per questo virus, l’unica forma di trattamento è il ricovero in ospedale per alleviare i disturbi respiratori anche gravi che il virus può provocare.

Come avviene il contagio e perché il nuovo virus assomiglia alla Sars? Tutti i casi che sono stati riconosciuti in Arabia Saudita sono scoppiati nell’est del paese, intorno ad un ospedale, l’Al Moosa della città di Hofuf. Anche gli europei a cui è stata diagnosticata la malattia avevano da poco visitato l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti o il Qatar. Per la forte connotazione geografica della patologia l’International committee on the taxonomy of viruses ha proposto di chiamare la malattia Mers acronimo di Middle East respiratory syndrome coronavirus (Sindrome respiratoria da coronavirus del Medio Oriente). Il virus viene trasmesso per contatto prolungato e in particolare sembra essere favorito dagli ambienti sanitari come gli ospedali, come era avvenuto anche per la Sars. Gli epidemiologi sostengono che il virus più vicino alla Mers è quello che provoca la Sars, un virus dei pipistrelli che è mutato ed è passato agli esseri umani, provocando un’epidemia nel 2003. Inoltre persone che hanno avuto la Sars hanno dimostrato di avere nel sangue gli anticorpi attivi anche per la Mers.

14 maggio 2014

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