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Esodati. Fornero: tornino al lavoro. Le Poste: non se parla

Il ministro scrive ai sindacati e chiede un incontro. Bersani (Pd): la proposta mi sembra singolare

L’idea che tra le soluzioni per risolvere la questione degli esodati ci possa essere, così come emerge dalla lettera che il ministro del Lavoro Elsa Fornero ha inviato ai sindacati, anche il reimpiego di questi lavoratori che sono rimasti senza stipendio, in attesa di maturare i requisiti del pensionamento, non convince il segretario del Pd Pier Luigi Bersani. «Non so quanto sia possibile l’ipotesi di far tornare a lavorare gli esodati – afferma da Comacchio, durante un’iniziativa di campagna elettorale per le amministrative – mi sembra singolare. Certo è che c’è un buco nella riforma e va risolto». Intanto il ministro Fornero da Torino difende la riforma delle pensioni: è quella che più ha allantonato lo spettro della crisi finanziaria.«Mi auguro che il Parlamento approvi in fretta la riforma». Allarme della Uil: con la mini Aspi prevista dal ddl, 500mila lavoratori a termine e stagionali rischiano di perdere gli ammortizzatori sociali.

Fornero scrive ai sindacati: serve un incontro

«La mia segreteria prenderà contatti per stabilire la data dell’incontro». Si conclude così, in un saluto conclusivo di suo pugno, la professoressa Elsa Fornero, la lettera sugli esodati che il ministro del Lavoro ha inviato ieri a Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Le reazioni non si sono fatte attendere.

La Cgil è critica sulla lettera inviata ai sindacati dal ministro del Lavoro, Elsa Fornero, per un incontro sulla questione dei lavoratori esodati. La lettera della Fornero, afferma il segretario generale Susanna Camusso su Twitter, «è senza data. Temo sia un modo per prendere ulteriore tempo invece che per dare risposte».

Bonanni: «Tanto tuonò che piovve».

Così all’Adnkronos, il segretario generale della Cisl, Raffele Bonanni, commeta l’apertura venuta dal ministro del Lavoro, Elsa Fornero. Prendendo parte ad una manifestazione sul lavoro che il sindacato sta tenendo a Milano, Bonanni sollecita affinchè: «l’incontro si faccia subito, non abbiamo ancora una data ma la vorremmo avere al più presto -conclude Bonanni – perché questo incontro deve rassicurare tante persone che aspettano da diverso tempo».

La proposta del ministro: ritorno al lavoro

Nella lettera il ministro del Lavoro fornisce anche una indicazione terapeutica sul problema: «Ove il lasso temporale che separa il lavoratore dalla pensione anche secondo le previgenti disposizioni sia ampio», é da confidare che «non si debba ipotizzare il ricorso solo ad un accesso al trattamento pensionistico piuttosto che di prolungamento di integrazione salariale, quanto lavorare anche nella prospettiva di offrire nuove opportunità occupazionali in funzione dell’auspicata ripresa economica, così da evitare di disperdere professionalità utili».

Chiarezza sui numeri

«Di recente – annota la professoressa Fornero – da ultimo anche in sede parlamentare, ho avuto modo di chiarire come si sia arrivati in sede tecnica, a determinare il numero complessivo dei lavoratori cosiddetti “salvaguardati”». Da qui l’auspicio del ministro «che ogni dubbio, alimentato da notizie e dati basati su elementi non omogenei né coerenti, possa essere stato fugato. Sono dell’avviso che le incertezze e i dubbi siano stati determinati in buona misura, dalla confusione tra platee ben distinte: quella appunto dei “salvaguardati” per i quali é prevista» l’adozione «del decreto ministeriale entro il 30 giugno 2012 e la platea, del tutto diversa, dei lavoratori per i quali, in base ad accordi collettivi stipulati entro il 4 dicembre 2011, fosse previsto, al termine di un percorso di fruizione di strumenti di integrazione reddituale (cig, mobilità) l’accesso al trattamento pensionistico. Relativamente a questa platea ho già avuto occasione di affermare che il Governo sta valutando l’adozione di specifici interventi, ai fini dei quali é indispensabile definire le caratteristiche e le reali dimensioni, in relazione anche all’estensione dell’arco temporale che separa ciascuno dei lavoratori dal raggiungimento dei requisiti pensionistici, da un lato, previgenti e, dall’altro, introdotti dalla riforma. È evidente, difatti che in funzione di ciò vanno modulate le misure volte a garantire tutela reddituale per i casi di maggiore problematicità».

ilsole24ore.com – 22 aprile 2012

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