Breaking news

Sei in:

Fazio non è più ministro. Il bilancio di quattro anni

Con lui è rinato il ministero della Salute dopo la criticata riforma che per 16 mesi l’aveva incorporato nel Welfare. L’investitura a ministro risale a dicembre del 2009. Prima Fazio era già stato nominato sottosegretario e poi vice-ministro del Welfare con delega alla Salute.

Ministro per due anni, sottosegretario e vice ministro per i due precedenti. È stata lunga quasi 4 anni la carriera al m inistero della Salute di Ferruccio Fazio, prima come sottosegratario, poi vice ministro e infine da ministro. Medico, classe 1944, direttore dei Servizi di Medicina Nucleare e di Radioterapia, Istituto Scientifico San Raffaele di Milano. Con la sua nomina a ministro rivede la luce il ministero della Salute, dopo la tanto criticata riforma che per 16 mesi l’aveva incorporato nel ministero del Welfare.

La nomina ufficiale a 45imo ministro della Salute avviene infatti il 15 dicembre del 2009, con la cerimonia di giuramento al Quirinale. Da quel momento inizia per Fazio l’avventura di ministro, affiancato da due sottosegretari, Francesca Martini della Lega ed Eugenia Roccella del Pdl.

Numerose le riforme avviate durante il ministero Fazio, anche se poche quelle diventate operative. In parte a causa dei necessari tempi tecnici, ma in parte anche a causa delle difficoltà politiche nelle quali la legislatura si è trovata a partire dal luglio 2010 con l’usciota di Fini dalla maggioranza. Non sono mancate poi le divergenze politiche tra Maggioranza e Opposizione, che hanno visto il ministro della Salute intervenire su alcune tematiche che hanno sollevato forti polemiche. Ad esempio quando, con l’introduzione dell’utilizzo della RU486, il ministero ha emanato delle linee di indirizzo in cui si scoraggiavano le Regioni a somministrare la pillola abortiva al di fuori del ricovero ordinario. O con l’iter di commercializzazione della pillola dei 5 giorni, giunto a compimento solo dopo due anni di confronti e un parere del Css che non ha mancato di suscitare polemiche. E poi il testamento biologico, con la circolare emanata da Fazio, Maroni e Sacconi per dichiarare illegali di registri dei Comuni. Ma anche l’istituzione della Giornata per gli Stati vegetativi, proposta da alcune associazioni di familiari dei pazienti, accolta volentieri dalla Maggioranza e anch’essa oggetto di accese polemiche.

Al nome di Fazio, però, sono legate anche alcune importanti novità per il nostro sistema sanitario. Prima tra tutte la farmacia dei servizi, che prevede l’erogazione di nuove prestazioni ai cittadini anche da parte delle farmacie, come le prestazioni analitiche di prima istanza o altre prestazioni erogabili anche grazie all’ingresso in farmacia di altre professionalità, cioè gli infermieri e i fisioterapisti.

A Fazio, poi, si deve il progetto del riordino dei punti nascita dopo i diversi casi di decessi durante il parto che hanno segnato l’estate del 2010. Avviata da poco, e il cui destino è ora più che mai incerto, anche la riforma del sistema di emergenza-urgenza (che prevederebbe, tra le altre cose, anche lo spostamento dei codici bianchi e verdi sul territorio anziché al Pronto Soccorso), la riforma delle cure primarie e la riforma del percorso di formazione in Medicina (che prevederebbe, ad esempio, la riduzione degli anni di corso di Laurea). In materia di giovani medici, poi, un capitolo importante è contenuto anche nel ddl Omnibus presentato dallo stesso Fazio, approvato alla Camera e ora all’esame del Senato. Il ddl, infatti, prevede la possibilità, per il Ssn, di assumere a tempo determinato gli specializzandi agli ultimi due anni di scuola di Specializzazione, anche per far fronte all’allarme per la carenza di medici nel futuro. La norma sugli specializzandi (introdotta peraltro con un emendamento governativo) è solo una delle novità introdotte con il ddl, che ha come obiettivo primario il potenziamento della Sperimentazione clinica, ma contiene anche un capitolo sulla riforma degli Ordini delle professioni sanitarie. Considerando la ormai probabile prosecuzione della legislatura questo ddl potrebbe anche proseguire il suo iter anche se bisogna tener conto che mancherà l’appoggio da ministro del suo ideatore.

Il ministero di Fazio potrebbe essere ricordato, inoltre, per aver avviato e introdotto per la prima volta in Italia un programma di valutazione degli esiti che mira a rilevare quali sono le strutture del Paese dove si registrano le migliori e le peggiori performance su una serie di 47 indicatori. Le cosiddette “pagelle”, come le ha chiamate la stampa, anche se gli esperti ministeriali hanno più volte ribadito che non si tratta di stilare classifiche dei più bravi bensì di individuare, attraverso un unico sistema codificato su base nazionale, quali sono i punti deboli di ogni ospedale e area territoriale per intervenire e migliorare l’assistenza.

Tra gli altri progetti che hanno visto la nascita in questi due anni dal ministero della Salute sotto la guida del ministro Fazio ricordiamo anche l’istituzione del Registro nazionale e dei registri regionali degli impianti protesici mammari e divieto di intervento di plastica mammaria alle persone minori, l’istituzione della Commissione nazionale “Cure palliative e terapie del dolore”, del Comitato Scientifico di economia e management sanitario tra Ministero della Salute e Atenei pubblici e privati e istituzione di un Tavolo tecnico per gli emoderivati, la recente proposta di nomina di Luca Pani come direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco per sostituire Guido Rasi, recentemente nominato alla guida dell’Ema.

quotidianosanita.it – 12 novembre 2011

site created by electrisheeps.com - web design & web marketing

Back to Top