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Fisco. Ecco il nuovo redditometro 2.0 ma in versione soft

Pronta la circolare delle Entrate che attua il decreto e corregge i parametri per i controlli fiscali. Medie Istat ridimensionate e tempi più lunghi per i contenziosi. Avrà una veste più soft il nuovo redditometro che sta per partire: il fisco promette che sarà rivolto solo alla grande evasione. Nel mirino ci saranno solo i grandi scostamenti.

Sta per partire il nuovo redditometro e l’Agenzia delle Entrate ha quasi ultimato la circolare applicativa da diramare, entro fine mese, ai vari uffici. Giusto in tempo per l’appuntamento del versamento delle tasse di metà giugno.

Le numerose polemiche sollevate al redditometro già prima della partenza hanno reso difficoltoso il suo avviso, complice anche la crisi economica. Tant’è che il Fisco promette che sarà uno strumento molto più soft rispetto alle aspettative. Dovrebbe essere utilizzato – stando infatti alle promesse – solo per snidare la grande evasione. Dovrebbero quindi finire nel mirino delle Entrate solo i finti poveri, ossia i contribuenti con un tenore di vita ricostruito dal redditometro che di discosta da quello disponibile molto di più del 20% fissato dalla legge come soglia per procedere all’accertamento.

Si ricorderà, infatti, che un’ordinanza del 21 febbraio scorso del Tribunale di Napoli (sezione di Pozzuoli) aveva bocciato la modalità, utilizzate dal redditometro, per il calcolo delle spese, ravvisando una potenziale lesione della privacy. Vi ha fatto seguito la Commissione tributaria di Reggio Emilia dello scorso aprile, che a sua volta aveva ritenuto il nuovo meccanismo illegittimo perché renderebbe impossibile fornire la prova di aver speso di meno rispetto alle medie Istat.

La nuova circolare applicativa, dunque, prendendo spunto dalle critiche sollevate allo strumento di controllo dei redditi, proporrà alcune novità e correttivi. Eccoli.

Limitazione dell’uso delle medie Istat

Si punta a limitare l’uso delle medie Istat – contro cui si era alzata una forte polemica – solo per stimare le spese del contribuente riferite ad elementi certi. In sostanza, nessun valore statistico dovrebbe rilevare le uscite per abbigliamento o alimentazione (dal supermercato al ristorante). Al contrario, i costi di gestione per es. di un immobile (v. spese di condominio) o di un’automobile saranno valutate nel redditometro in base alle medie o secondo i parametri di stima indicati dallo stesso decreto attuativo.

Riduzione delle liti

La circolare in preparazione, inoltre, inviterà tutti gli uffici a percorrere ogni possibile strada al fine di non arrivare alla lite con il contribuente. Ciò avverrà attraverso tre tentativi da parte degli uffici:

– il contraddittorio che deve precedere per legge l’atto di accertamento e nel corso del quale – qui sta la novità – il contribuente non sarà chiamato a portare per forza le “pezze d’appoggio”, senza quindi obbligare a conservare tutti gli scontrini per dimostrare le spese effettive. Saranno sufficienti anche i ragionamenti (le cosiddette deduzioni logiche) con cui il soggetto controllato potrà dimostrare di non aver sostenuto determinati oneri;

– qualora il contraddittorio non andrà a buon fine, l’ufficio potrà avanzare una proposta di adesione alla contestazione;

– se l’evasione contestata non supera i ventimila euro, il Fisco proporrà una mediazione al contribuente (passaggio diventato necessario da aprile 2012).

27 maggio 2013

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