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Fitofarmaci e tutela delle api, a breve l’approvazione delle linee guida dell’Unione europea

Sono in corso di discussione, al fine della loro approvazione che dovrebbe avvenire nel mese di marzo, le linee guida pubblicate dall’Efsa per valutare i potenziali rischi per le api da miele, i bombi e le api solitarie derivanti dall’uso di fitofarmaci. Al momento le case produttrici devono presentare, su tale aspetto, ulteriori dati entro il 31 dicembre 2014 (ai sensi dell’allegato I del reg. 540/ 2011) per i neonicotinoidi clothianidin, tiametoxam e imidacloprid ed entro il 30 marzo 2015 (ai sensi del reg. CE 781/2013) per il fipronil.

Si sottolinea che il regolamento. CE 1107/2009 ha stabilito che un prodotto fitosanitario è autorizzato soltanto se, alla luce di un’adeguata valutazione del rischio fondata su orientamenti per l’esecuzione di test riconosciuti a livello comunitario o internazionale, è stabilito che, nelle condizioni d’utilizzo proposte, tale prodotto comporta un’esposizione trascurabile per le api, o non ha alcun effetto inaccettabile acuto o cronico per la sopravvivenza e lo sviluppo della colonia, tenendo conto degli effetti sulle larve di api e sul comportamento delle api.

L’esigenza di nuove linee guida per la valutazione del rischio che potenzialmente i fitofarmaci possono avere per le api nasce dal fatto che il precedente modello comunitario non teneva pienamente conto dei pericoli derivanti dall’esposizione cronica o ripetuta ai fitofarmaci, né dei potenziali rischi per le larve.

I nuovi indirizzi colmano queste lacune, oltre ad aggiungere modelli specifici per i bombi e le api solitarie proponendo un nuovo metodo per valutare l’accettabilità del danno potenziale alle api causato dall’uso di un prodotto fitosanitario. Le linee guida dell’Efsa forniranno consulenza aggiornata ai soggetti coinvolti nella valutazione dei fitofarmaci, tra questi gli operatori del settore e le autorità pubbliche.

Ciò rientra nell’ambito del contesto dell’ attuale strategia dell’UE di protezione della salute delle api in Europa. Esiste una diffusa preoccupazione sulla riduzione del numero di api in alcune parti del mondo. Come evidenziato dall’Efsa, a generare il fenomeno della moria delle api contribuiscono diversi fattori, tra cui malattie, parassiti, impiego di alcuni fitofarmaci, cambiamento climatico e altri fattori ambientali, inclusi i possibili effetti degli organismi geneticamente modificati. Il calo numerico desta preoccupazione perché le api, in particolare quelle da miele, rivestono un ruolo importante nell’impollinazione di un’ampia gamma di colture e piante spontanee.

Le linee guida propongono modelli di valutazione del rischio a diversi livelli, a partire da un primo livello semplice per arrivare a un modello superiore più complesso, che si avvale di studi di campo e semi-campo. Tutti e tre i modelli considerano quattro principali vie di esposizione ai fitofarmaci da: depositi spray o particelle di polvere, consumo di polline, consumo di nettare, consumo di acqua (liquido di guttazione, acque di superficie e pozzanghere). Un ulteriore elemento considerato è l’esposizione ai metaboliti dei fitofarmaci nel polline e nel nettare.

I modelli quantificano il rischio per le api mediante obiettivi di protezione specifici (Specific Protection Goal, Spg), fissati in consultazione con i gestori del rischio Ue. Gli Spg definiscono il livello massimo accettabile di danno che può essere causato alle api , misurato rispetto a una serie di “caratteristiche da proteggere”. Per le api mellifere, queste sono: sopravvivenza e sviluppo delle colonie; salute delle larve; comportamento delle api; abbondanza di api; abilità alla riproduzione.

Gli esperti dell’Efsa concordano sul fatto che, per le api mellifere, tutte le caratteristiche da proteggere sono direttamente correlate alla forza della colonia, ossia al numero di individui presenti in un alveare. Il modello per le api mellifere suggerisce quindi l’inaccettabilità di una riduzione delle dimensioni di una colonia superiore al 7 per cento, in conseguenza dell’esposizione ai fitofarmaci in qualsiasi momento.

I dati sui tassi di mortalità dei bombi e delle api solitarie sono scarsi; pertanto i modelli per queste specie si basano sui dati utilizzati per le api da miele, ma applicano un fattore di sicurezza supplementare, per tenere conto delle differenze nella sensibilità ai fitofaramci e di elementi quali il comportamento in fase di alimentazione e allevamento.

Le linee guida dell’Efsa prevedono una nuova procedura per calcolare se il potenziale livello di danno sia accettabile. Questo metodo, che offre una valutazione più precisa della perdita di api bottinatrici rispetto all’approccio attuale, dovrebbe consentire una maggiore tutela delle colonie di api mellifere situate ai margini di campi trattati con fitofarmaci.

Gli esperti hanno, inoltre, messo a punto un modello di valutazione che affronta il rischio derivante dall’esposizione a dosi subletali di fitofarmaci. Il lavoro, tuttavia, non è ancora completo perché vi sono differenze tra i risultati dei testi di laboratorio e ciò che realmente accade in una colonia di api. Pertanto, prima che questo modello di valutazione del rischio possa essere completato, secondo l’Efsa è necessario ideare un metodo in grado di quantificare con accuratezza in quale misura gli effetti subletali osservati in laboratorio siano pertinenti per gli effetti sulle colonie di api nel contesto reale.

Il Punto Coldiretti – 22  gennaio 2014

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