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Fondi pensione e Tfr in busta, il governo stringe sui ritocchi. Poche chance di ampliare la platea del bonus Irpef

Bankitalia: redditi medio-bassi, sconto da 900 euro. Entra nel vivo domani l’esame del ddl Stabilità alla Camera, il cui destino si incrocia con quello del Jobs act in un fitto intreccio di scadenze e votazioni. Si parte con il vaglio di ammissibilità dei 3700 emendamenti: le proposte di modifica si potrebbero così ridurre già di almeno un terzo, se non fino alla metà.

La disponibilità del governo a rivedere il testo c’è, ma a condizione di non modificare i saldi. L’obiettivo è potenziare il carattere espansivo della manovra e in questo senso potrebbero essere corrette alcune misure, a partire dall’aumento della tassazione dei fondi pensione.

L’altra modifica attesa a firma dell’esecutivo è quella sulla nuova «local tax», che accorperà Imu, Tasi e diversi balzelli locali. Sotto la lente anche il Tfr e i minimi per le partite Iva. Intervenire sulla platea degli 80 euro legandola all’Isee o introducendo il quoziente familiare, invece, è molto complesso. L’obiettivo, in ogni caso, è non eliminare i benefici per i redditi bassi. Secondo Bankitalia, infatti, grazie alla manovra il cuneo fiscale per chi guadagna attorno ai ventimila euro si ridurrà di 4,6 punti percentuali per attestarsi attorno al 39,9%. Il risparmio stimato da Palazzo Koch è di 256 euro per il datore di lavoro e di 650 euro per il dipendente.

La Stampa – 10 novembre 2014 

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