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Fornero a sindacati: mai incitato licenziamenti, capiamo italiano modi diversi

Mi hanno accusata di incitare al licenziamento, vorrei solo invitare tutti, compresi i sindacalisti che hanno parlato in questi giorni, ad ascoltare bene le mie parole, disponibili sui siti web e pubblicate sui giornali».

Da Torino, a margine di una visita a Piazza dei Mestieri, il ministro Fornero interviene sulla riforma del mercato del lavoro – nel pomeriggio prosegue in Aula al Senato l’esame del disegno di legge, sono previste le relazioni dei due relatori Castro e Treu – e cerca di mettere la parola fine alle polemiche che si sono scatenate negli ultimi giorni. Per la riforma del lavoro quella che si apre è una settimana cruciale: tra martedì e mercoledì potrebbe arrivare dal Governo la richiesta del voto di fiducia, così da arginare la presentazione di una valanga di emendamenti.

Il ministro parla anche della spending review (è attesa in settimana la relazione del commissario Enrico Bondi) e spiega di aver già avviato un’indagine nel suo ministero. Fornero sottolinea che il sistema viene «passato al setaccio», sia nella sua amministrazione centrale che nelle sue diramazioni territoriali.

Bonanni (Cisl): meglio essere cauti nelle parole
«Pensiamo che tutti – replica il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni -, soprattutto chi rappresenta le istituzioni, abbiano il dovere di essere molto cauti ,in questa fase difficile della vita del paese, nell’uso delle parole soprattutto quando si parla di licenziamenti per non esasperare ancora di più il clima nei posti di lavoro».

«Capiamo la lingua italiana in due modi diversi»
Il ministro lancia un messaggio ai sindacati. «Vorrei chiedere loro – afferma – se in quelle mie parole, molto pacate e che partono dal riconoscimento della specificità del pubblico impiego, ravvisano le cose che hanno detto, perchè allora vuol dire che capiamo la lingua italiana in due modi diversi».

«Non è obbligatorio avere una laurea»
«Non è detto che tutti debbano avere una laurea – dice il ministro mentre a Torino visita un centro di formazione professionale – magari prendendola malavoglia e utilizzandola anche peggio per la sua scarsa spendibilità sul mercato. Invece saper fare dei mestieri oggi è importante».

ilsole24ore.com – 28 maggio 2012

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