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Frammenti di vetro in wurstel vegani e istamina in alici dalla Tunisia. Ritirati dal mercato europeo 68 prodotti

Nella settimana n°11 del 2015 le segnalazioni diffuse dal Sistema rapido di allerta europeo per alimenti e mangimi (Rasff) sono state 68 (17 quelle inviate dal Ministero della salute italiano).

L’elenco dei prodotti distribuiti in Italia oggetto di allerta comprendono un solo caso: frammenti di vetro (o di plastica dura) in wurstel vegani biologici provenienti dalla Germania (leggi approfondimento).

Nella lista delle informative sui prodotti diffusi in Italia che non implicano un intervento urgente troviamo: presenza di tossina di Shiga, prodotta dal gruppo Escherichia coli, in carne di agnello refrigerata dalla Macedonia; bricco per latte non idoneo ad essere utilizzato come materiale a contatto con alimenti (in acciaio inox AISI 201) importato dall’India, attraverso gli Stati Uniti; aflatossine in fichi secchi provenienti dalla Turchia; istamina in alici refrigerate dalla Tunisia.

Tra i lotti respinti alle frontiere od oggetto di informazione, il nostro paese segnala: migrazione di ammine aromatiche primarie (anilina, 4,4-diamminodifenilmetano) da stoviglie di nylon dalla Cina; aflatossine in mandorle da Afghanistan, spedite dalla Turchia; migrazione di cromo da coltelli con manico in legno provenienti dalla Cina; migrazione di cromo da lame per tritacarne dalla Cina; residui di pesticidi (azoxystrobin e fipronil) e sostanza non autorizzata (carbendazim) in peperoni rossi provenienti dalla Repubblica Dominicana.

E ancora: allerta per Norovirus in ostriche concave dalla Francia; residuo di pesticida (profenofos: sostanza non autorizzata) in peperoncino (Capsicum annuum) dallo Sri Lanka; aflatossine in granella di pistacchi provenienti dalla Turchia, con materie prime provenienti dall’Afghanistan; sostanza non autorizzata (carbendazim) in riso dall’India; livello di migrazione globale troppo alto in set di accessori per la tavola dalla Cina; allerta per mercurio in pesce spada confezionato sotto vuoto e refrigerato dalla Spagna; Salmonella spp. in mezzi petti di tacchino condito, disossato, senza pelle e congelato dal Brasile; migrazione di formaldeide da set in melammina (bicchieri, piatti, posate) dalla Cina.

Questa settimana tra le esportazioni italiane in altri Paesi che sono state ritirate dal mercato, la Germania segnala residui di pesticida (clorpirifos) in pere; mentre la Romania ha lanciato un’allerta per la presenza di Salmonella typhimurium in lardo di maiale congelato.

Valeria Nardi – Il Fatto alimentare – 18 marzo 2015 

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