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Fratta-Gorzone, ottobre da allarme inquinamento. Interventi di manutenzione impediranno la diluizione degli scarichi. Proprio quando le concentrazioni di contaminanti aumentano

È allarme per quanto riguarda la diluizione degli scarichi del «tubo» nel Fratta-Gorzone. Le acque ripulite del tubo, garantite dal canale Leb nel fiume a Cologna, trasferendovi una parte di risorse idriche che pesca dall’Adige per l’irrigazione, ad ottobre non vi saranno. Un problema più grave di quanto potrebbe apparire, visto che proprio in quel periodo si registrano, tradizionalmente, concentrazioni di inquinanti alte più di quelle di tutto l’anno.

«L’Enel», spiega il presidente del Lessineo-Euganeo-Berico, Luciano Zampicinini, «ci ha fatto sapere che, per interventi di manutenzione, sarà impedito per tutto ottobre il prelevamento di acqua dal suo canale Sava, che è legato alla centrale idroelettrica di Zevio a cui è collegato il Leb».

Tutto ciò comporterà non solo la chiusura in anticipo della stagione di irrigazione, che normalmente avviene a metà ottobre, ma anche la sospensione della deviazione di acqua nel Fratta-Gorzone. Quella derivazione che serve per «vivificare» il fiume, abbattendo la concentrazione degli inquinanti scaricati dal collettore che, fra l’altro, porta a valle i reflui del polo conciario della valle del Chiampo e del depuratore di Trissino, in cui sversa l’azienda chimica considerata dalla Regione come la responsabile dell’inquinamento da Pfas. «Considerata la rilevanza della situazione», continua Zampicinini, «abbiamo incontrato il consorzio che gestisce il collettore, l’Arica, e stiamo chiedendo l’intervento di amministrazioni locali, provinciali e regionali nel tentativo di garantire comunque una portata d’acqua sufficiente, coinvolgendo tutte le amministrazioni interessate».

L’Arena – 27 agosto 2016 

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