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Frodi Ue, più tutela per carne di coniglio di provenienza incerta. La Commissione tarda a estendere obbligo origine in etichetta. Interrogazione all’Europarlamento

Dietro una interrogazione dal titolo “Subject: Commission’s failure to submit a report under Regulation (EU) No 1169/2011”, il Parlamento europeo per bocca di una sua deputata italiana, Isabella Adinolfi- ha sottolineato la mancanza degli studi – da sottoporre entro il 13 dicembre 2014- circa la necessità o meno di indicare l’obbligo dell’origine per carni diverse da quelle già coperte dalla normativa europea.

Ora, se carne bovina (con il reg. 1760/2000), nonché carne di pollame, suini e ovicaprini (regolamento delegato 1337/2013) prevedono già disposizioni europee precise in tal senso, sono rimasti fuori alcuni comparti critici. Come la carne di cavallo (all’origine dello scandalo Horsegate) e soprattutto, la carne di coniglio. Settore importante per l’Italia- leader europeo del settore- che si vede costretta ad affrontare la concorrenza di produzioni estere, spesso a basso costo e con assoluta ignoranza da parte dei consumatori sulle reali caratteristiche.

“Oggi Germania, Belgio e altri stati UE importano quantità sostanziali di carne di coniglio dai più grandi produttori al mondo, Cina e Venezuela. Il fatto che i prodotti derivati siano venduti sul mercato europeo senza alcuna indicazione dell’origine colpisce in modo negativo gli Stati Membri, non ultimo quello italiano.

  1. Che azioni intende prendere la Commissione per proteggere la salute dei consumatori, considerando che la carne extra UE non è rispettosa degli standard produttivi europei?
  2. Che azioni intende intraprendere la commissione per contrastare la concorrenza sleale al settore UE di carne di coniglio-risultante dall’assenza di un obbligo di indicazione dell’origine?
  3. Quali le ragioni all’origine del ritardo nel sottoporre una valutazione di impatto da parte della Commissione?
  4. Può dire la Commissione perché la carne di coniglio continui ad essere discriminata dal momento che tale discriminazione è contraria agli articoli 12, 169, e 13 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione, circa la protezione dei consumatori, il diritto all’informazione nonché i requisiti di benessere animale- e apre le porte a frodi continue in Europa?

La cunicultura italiana con 155 milioni di conigli macellati, rappresenta un importante settore nell’ambito della zootecnia, costituendo il quarto comparto zootecnico dopo quello dei bovini, dei suini e dei polli

Sicurezza Alimentare Coldiretti – 11 marzo 2015 

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