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Fvm. «La libera professione va salvaguardata. Il dolo va perseguito, ma non usato come pretesto per mettere in discussione il diritto»

La Regione Veneto di concerto con le organizzazioni sindacali dei medici dirigenti ha investito molto nel tentativo di normare lo svolgimento della libera professione individuale nella cornice regolamentare più ampia dei Ccnl.

Ciononostante a fronte di chiare e sostenibili linee di indirizzo gli aspetti applicativi sono stati recepiti dalle varie aziende sanitarie del veneto in tempi e modi diversi, lasciando ampio spazio ad interpretazioni organizzative funzionali al contesto locale.

Se si definiscono norme regolamentari è giusto osservarle ma bisognerebbe a monte chiedersi quali sono gli obiettivi che si vogliono raggiungere. Spesso le logiche di gestione non sono trasparenti e alcune storture di sistema sono tollerate.

La libera professione individuale deve comunque essere salvaguardata, alleggerita dal carico burocratico che la soffoca, promossa come valore aggiunto per il cittadino utente.

Il dolo infine deve essere perseguito con certezza non assurto come pretesto per creare dubbi sul diritto e il diritto deve essere uguale per tutti.

Alberto Pozzi, vicesegretario Federazione veterinari e medici del Veneto

8 marzo 2018

 

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