Breaking news

Sei in:

Sessanta carcasse di cani in un lago. Giallo in Campania

La denuncia dell’Aidaa. I resti potrebbero arrivare da un cimitero illegale che si trova nelle vicinanze. O forse si tratta di animali sgozzati durante i rituali di iniziazione della camorra

Nessun segno evidente di percosse, ferite che possano far pensare a cani addestrati per i combattimenti. Per far luce sulla morte dei 60 cani le cui carcasse, molte delle quali chiuse in buste della spazzatura, sono state ritrovate sulle sponde e nel lago Frezza a Marigliano (Napoli), bisognerà attendere l’esito dell’esame autoptico, che sarà effettuato al dipartimento di Scienze Zootecniche di Portici.

E sarà difficile, se non impossibile, risalire ai proprietari di quei cani, visto che, ad un primo esame, gli animali sono tutti privi di microchip identificativo: su molte carcasse sono anche evidenti i segni dell’asportazione del piccolo congegno che avrebbe permesso di identificare l’animale e quindi il suo proprietario.

Lunedì mattina, 9 gennaio, l’Aidaa, Associazione italiana difesa animali ed ambiente, presenterà un esposto alla Procura della Repubblica di Nola. Ma sul ritrovamento delle carcasse si sprecano le ipotesi sui probabili autori dell’abbandono degli animali morti, molti dei quali sembrano aver avuto un padrone che li accudiva bene. “Ma non lontano da Marigliano – fa notare qualche residente – esiste un cimitero autorizzato proprio per gli animali domestici. Chi ama il proprio amico a quattro zampe è anche disposto a pagare per la sua morte. In ogni caso non lo getta in un canale”.

E quindi si fa largo la pista di smaltimento illegale: “Potrebbe trattarsi semplicemente – sostiene l’Aidaa – di un caso di smaltimento illegale protratto nel tempo di cani soppressi ‘legalmente’ e poi gettati nel lago per intascarsi i soldi che i proprietari hanno versato per la loro cremazione”. Ma visto che negli anni scorsi nel napoletano si era parlato di un vero e proprio rito usato dalla camorra per testare il coraggio dei nuovi affiliati i quali venivano sottoposti ad una prova che prevedeva l’uccisione e lo sgozzamento dei cani, quello scoperto a Marigliano “potrebbe anche essere il cimitero dove sono stati buttati i cani sgozzati dagli affiliati alla camorra”.

Ma ad un primo esame sulle carcasse non sono stati notati segni che possano avvalorare questa tesi. Per l’Aidaa, invece, il fatto che sia stato asportato il microchip “potrebbe essere anche sinonimo di traffico internazionale di animali: cani mandati all’estero ai quali vengono applicati microchip di cani rapiti ed ammazzati proprio con lo scopo di recuperare il microchip”. Aidaa nel suo esposto chiederà alla Procura “di indirizzare le indagini in queste tre direzioni, in quanto sono molte le segnalazioni di cani che dal sud ed in particolare dalla Campania partono per l’estero e non è escluso che all’ ombra dei viaggi regolari di cani da far adottare in Germania possano esservi traffici di animali destinati alla vivisezione o destinati al mercato delle razze di lusso che partono dall’Italia del sud verso il nord Italia o il nord Europa dotati di microchip falsi che in realtà appartengono ai cani ritrovati uccisi”

Repubblica.it – 7 gennaio 2012

Leave a Reply
 

Your email address will not be published. Required fields are marked (*)

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

site created by electrisheeps.com - web design & web marketing

Back to Top