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Giovannini: «Pronta dal 2014 l’operazione busta arancione. Così si calcolerà la pensione»

«Nel 2014 la busta arancione entrerà nella fase operativa». I lavoratori iscritti all’Inps, spiega il ministro del Lavoro Enrico Giovannini, saranno messi nelle condizioni di conoscere «quanto hanno versato finora, cosa che del resto già si può fare sul sito dell’ente di previdenza, e quanto potrebbero ricevere di pensione sulla base di diverse ipotesi» riguardanti sia lo sviluppo di carriera sia l’età di pensionamento.

Ma il 2014, assicura il ministro, sarà anche l’anno che vedrà la messa in opera del programma Garanzia Giovani, che interessa potenzialmente 900 mila persone tra 15 e 24 anni, mentre primi segnali positivi su una ripresa dell’occupazione già si vedono sul finire del 2013, «con i dati del terzo trimestre che segnalano un aumento tendenziale del saldo tra assunzioni e cessazioni di lavoro, dopo cinque trimestri di forte diminuzione». Infine, Giovannini guarda con interesse e curiosità al progetto di legge sul lavoro annunciato dal neosegretario del Pd Matteo Renzi, perché «sembra andare nella direzione delle cose che il governo ha fatto e sta facendo» .

Ministro, partiamo dalla busta arancione. Annunciata nel 2009, arriverà finalmente nel 2014 ?

«Domani (oggi per chi legge, ndr) avremo una nuova riunione con l’Inps per portare avanti il progetto. Stiamo sviluppando i simulatori che dovranno indicare la possibile pensione sulla base di diverse ipotesi. A gennaio un gruppo di esperti ci aiuterà a mettere a punto il sistema e poi inizieremo a testarlo. È una questione complessa dove dobbiamo assicurare quattro esigenze: informazione corretta, trasparenza, semplicità, responsabilità legale delle comunicazioni» .

Avverrà tutto online o riceveremo una lettera dell’Inps a casa ?

«Tutte e due. Una comunicazione scritta e la possibilità di simulare online la futura prestazione» .

Nonostante i primi segnali positivi sull’occupazione, ci sono ancora 3,5 milioni di giovani under 35 che non lavorano e non studiano. Con il programma Garanzia Giovani volete intercettarne 900 mila l’anno fra quelli fino a 24 anni per offrire loro un’occasione di formazione, stage o lavoro. Ce la farete ?

«Con la Garanzia Giovani ci sarà una campagna di comunicazione per raggiungere tutti i potenziali interessati, ma poi dovrà essere il giovane a contattare il centro per l’impiego, il sito cliclavoro o l’agenzia autorizzata per iscriversi al programma. A quel punto le informazioni entreranno in un database unico, accessibile a tutti gli uffici abilitati ad offrire le opportunità. Inoltre, l’incrocio tra questi dati e quelli delle azioni offerte (orientamento, colloqui, assunzioni, tirocini) ci consentirà di valutare il percorso di ognuno e premiare le strutture che avranno trovato soluzioni di successo. Si tratta di una svolta epocale» .

Renzi ha detto che bisogna stare attenti a non sprecare il miliardo e mezzo a disposizione disperdendolo in mille rivoli burocratici .

«Proprio per evitare questo rischio abbiamo lavorato per sviluppare un sistema efficiente. Innanzitutto l’erogazione di fondi sarà legata all’effettiva riuscita dell’intervento e poi perché le regole stesse della Youth Guarantee prescrivono che gran parte delle risorse debba entrare nelle tasche dei giovani coinvolti. E comunque non si parte da zero. Questo piano e le relative risorse sono aggiuntive rispetto alle azioni già intraprese, come per esempio i 170 milioni per i tirocini, i 160 per l’autoimprenditorialità e i progetti non profit nel Sud, e rispetto alle migliaia di stage che le aziende già offrono, senza scordare gli incentivi alle assunzioni, grazie ai quali sono già arrivate 17.500 domande, l’87% relative a nuovi contratti, con il 17% delle grandi aziende e il 40% delle piccole che dichiarano di aver assunto proprio grazie a questo incentivo».

Il neosegretario del Pd presenterà entro gennaio una proposta di legge per un piano del lavoro. Drastica semplificazione, contratto unico di inserimento, ammortizzatori universali. Condivide ?

«Sono curioso di vederne il contenuto, anche perché mi pare vada nella nostra direzione: abbiamo già semplificato l’apprendistato e sempre più contratti collettivi hanno ampliato il ricorso ai contratti a tempo determinato senza causale. Il contratto unico a tutele progressive? Sono pronto a discuterne ma in quei Paesi dove c’è maggiore flessibilità in uscita anche la situazione dei servizi all’impiego è molto diversa. Nel Regno Unito ci sono 100 mila addetti al ricollocamento, da noi 7 mila. In Francia e Germania si spendono 5 miliardi per queste attività, da noi 500 milioni. E poi la domanda di lavoro non dipende solo dalle tipologie contrattuali, ma soprattutto dalla crescita dell’economia. Quanto agli ammortizzatori, ricordo che già disponiamo di uno strumento di tutela contro la disoccupazione (Aspi) e che nei giorni scorsi ho concordato con le parti sociali l’apertura di un tavolo per la riforma. Infine, vorrei segnalare che nella legge di Stabilità c’è un emendamento predisposto dal ministero che estende le tutele a migliaia di parasubordinati nel caso in cui le imprese non paghino i contributi, con costi molto contenuti: approvarlo sarebbe un bel passo avanti» .

Enrico Marro – Corriere della Sera – 16 dicembre 2013 

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