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Gli anestesisti dell’Ulss 22: «Il ministero ci ha dato ragione. Così i pazienti a rischio»

L’anno scorso il direttore Dall’Ora ha tolto all’Orlandi la guardia  di anestesia e il sindacato ha fatto ricorso: «Così pazienti a rischio»

«Ritengo di dover ricorrere a questo per me inusuale strumento per darvi un’informazione corretta sugli ultimi temi e argomenti». Di inusuale, al di là della scelta di scrivere una lettera per parlare ai suoi medici di una faccenda tanto delicata, c’è il contenuto della stessa. Alessandro Dall’Ora, il direttore generale dell’Ulss 22, ha preso carta e penna per chiarire ai dipendenti i problemi «trattati in modo impreciso o errato dalla stampa e dal rappresentante sindacale dell’Anpo (associazione nazionale primari ospedalieri)». «Per fortuna», rispondono i medici, «che c’è stata almeno la stampa a informarci, il ritardo di comunicazione dell’amministratore è stato gravissimo. Se c’è qualcuno da mettere sotto accusa, qui, è solo lui». E insistono: «Ce lo doveva dire, il dg Dall’Ora, perchè lo sapeva da maggio quando la Lloyd’s gli ha mandato disdetta della polizza di responsabilità civile, che da metà novembre saremmo stati scoperti, invece ce l’ha comunicato dopo la scadenza, con 4 giorni di ritardo, cercando poi di sdrammatizzare l’accaduto con questa lettera che definire inusuale, come la chiama lui, è sbagliato: è offensiva».

«Quello di Verona è un caso grave», è intervenuto a stigmatizzare il comportamento del capo dell’Ulss 22 – dopo che l’hanno fatto i segretari regionali dei sindacati Cimo, Anpo, Aaroi, Anaao – anche il presidente dell’ordine dei medici di Venezia Maurizio Scassola sollecitando il presidente della Regione Zaia e l’assessore Coletto ad intervenire. «In effetti il modus operandi del direttore generale di Bussolengo relativamente alle polizze assicurative, ma non solo, è criticabile», ribadisce Attilio Terrevoli, segretario veneto dell’Aaroi, la sigla degli anestesisti rianimatori.

«In assemblea la settimana scorsa abbiamo già dato garanzia ai colleghi», ricorda, «di farci portavoce al tavolo di discussione regionale della persistente situazione di incomunicabilità con i vertici di questa azienda. Ricordo comunque che il clima di tensione creatosi negli anni dentro la 22 è già noto al segretario veneto della sanità Mantoan che, proprio per cercare di rispondere alle istanze degli operatori, si è assunto l’anno scorso il ruolo di “mediatore”: i problemi di questa Ulss sarebbero dovuti passare dalla sua scrivania e lui li avrebbe gestiti con le rappresentanze sindacali bypassando Dall’Ora. Questo, almeno, è quanto formalmente era stato deciso dopo il caso pazzesco delle guardie notturne di anestesia a Bussolengo soppresse nel marzo del 2012 sempre con delibera del direttore generale. Per fortuna, al di là delle buone intenzioni dichiarate in Regione di voler trattare direttamente le emergenze dell’azienda, ci siamo mossi come categoria e stiamo portando a casa un’importante rivincita, cioè il ripristino della legalità, grazie al nostro ricorso al Consiglio di Stato».

Terrevoli si toglie un sassolino dalla scarpa e anticipa il parere favorevole alla causa Arooi da parte del ministero della sanità: «La posizione assunta a nostro favore nella querelle con Dall’Ora ci fa ben sperare per il ripristino della legalità a Bussolengo».

Ricordiamo. Avevano promesso, gli anestesisti della 22, di fare battaglia («battaglia per il rispetto delle regole e degli utenti che sono stati messi nella condizione di non essere curati in sicurezza») dopo che il «venerdì di Pasqua» dell’anno scorso Dall’Ora aveva soppresso la doppia guardia di anestesia-rianimazione sostituendola con una reperibilità. La motivazione: carenza di organico. «In pratica», ricostruisce le tappe Terrevoli, «prima dell’incriminata delibera c’era un anestesista in servizio in reparto e uno di guardia di notte in modo da avere la copertura h 24. Dall’Ora ha deciso di togliere la guardia coprendo le eventuali emergenze con un collega reperibile. Ma non è accettabile, oltre perchè è contro il contratto di lavoro e una serie di altre disposizioni di legge, perchè incide in senso negativo sul livello e la qualità delle prestazioni erogate agli utenti. Questa organizzazione non tutela la salute pubblica e viola le prescrizioni in materia di emergenza-urgenza: non è un nostro capriccio, è la legge che vuole così». Terrevoli spiega: «Secondo le linee guida sanitarie, è necessario assicurare la presenza nelle sedi di dipartimento di emergenza la guardia attiva per le 24 ore di rianimazione e cioè è necessario che sia sempre presente un anestesista di notte per far fronte alle urgenze in modo da evitare il rischio che il collega rianimatore in servizio in reparto debba intervenire fuori reparto con la spiacevole conseguenza di dover abbandonare i pazienti che hanno invece necessità di continuità assistenziale». La delibera 157, insomma, ridurrebbe sensibilmente la tutela assistenziale nei confronti degli utenti oltre che degli stessi medici.

L’Aaroi, nell’azione di contrasto all’azienda, ha dalla sua il ministero della salute. «Avevamo presentato subito, l’anno scorso, ricorso straordinario al presidente della repubblica davanti al Consiglio di Stato il quale per prassi si pronuncia direttamente invece stavolta ha chiesto un parere al ministero della salute, che ci dà ragione, il quale sarà poi girato all’Ulss 22 per delle controdeduzioni. Dopodichè, il Consiglio di Stato si pronuncerà sulla base di un cannovaccio che gioca tutto a nostro favore». Il sindacalista è ottimista: «Il ministero è chiaro, spiega infatti al Consiglio di Stato che il nostro ricorso è corretto e che la delibera 157 è illeggittima. Le nostre istanze sono state recepite a dimostrazione che i nostri non sono capricci ma la seria presa di posizione di fronte ad un abuso di potere che mette a repentaglio l’assistenza ai pazienti».

L’Arena – 13 dicembre 2013

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