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Green pass, «durata indefinita» per gli immunizzati con 3 dosi. Certificato illimitato anche ai guariti che hanno completato il ciclo. Grandi eventi, deroghe per gli stranieri

Il Corriere della Sera. «Scadenza indefinita». È questa la formulazione nella bozza di decreto che dovrebbe assicurare a chi abbia ricevuto tre dosi di vaccino o sia guarito e vaccinato, un green pass senza scadenza. Ma che resti valido, appunto, fino a quando Ema e Aifa, le due autorità regolatorie, europea e italiana, non si pronunceranno sull’eventuale quarta dose. Il provvedimento dovrebbe essere approvato oggi dal Consiglio dei ministri. Nella stessa seduta saranno affrontati altri ritocchi, necessari per garantire lo svolgimento di alcuni eventi, come la settimana della moda.

Da ieri, infatti, sono entrate in vigore alcune modifiche previste dal decreto del 7 gennaio, in piena quarta ondata: per entrare nei negozi, a eccezione di quelli che vendono beni indispensabili come farmacie e alimentari, è indispensabile il green pass base, per gli ultracinquantenni è scattato l’obbligo vaccinale e la durata del green pass è scesa da 9 a 6 mesi dall’ultima somministrazione. Tuttavia la terza dose è stata autorizzata il 15 settembre. Quindi dal 15 marzo i primi che hanno ricevuto il booster si troverebbero privi della certificazione che consente di andare al bar o al ristorante, in palestra o al cinema o al teatro. E, non essendo prevista una quarta dose, sarebbero nella condizione di non poterlo rinnovare. Ecco perché l’intervento di oggi sulla durata del green pass di chi ha già ricevuto tre dosi è indispensabile e piuttosto urgente.

Il provvedimento in Consiglio dei ministri contemplerà poi anche alcune deroghe per chi arriva dall’estero per partecipare a eventi: chi risiede dove non c’è obbligo di green pass, dovrebbe poter intervenire a iniziative e fiere anche con il tampone.

Il governo, quindi, è al lavoro sulla rimodulazione delle misure. E allentamenti sono previsti anche nelle prossime settimane. Per effetto della lenta e costante discesa della curva del contagio che continua. Come ogni martedì, il bollettino di ieri fa registrare più contagi rispetto al numero molto basso della domenica. Sono stati 133.142 i nuovi positivi rilevati, cioè più del doppio delle 24 ore precedenti, ma con un numero quasi triplo di tamponi. Infatti il tasso di positività scende al 10,7% rispetto al 12,1 del giorno prima. Anche in assoluto, gli attualmente positivi scendono a 2.476.514. Ma è confrontando i dati con quelli di martedì della scorsa settimana che il rallentamento del virus resta evidente: il 25 gennaio, quando la discesa era già iniziata, i nuovi positivi erano stati 190.514, quasi sessantamila in più, e il tasso di positività era al 13,3 per cento.

In questo quadro, tuttavia, molto alto resta il numero dei decessi: 427, molti di più dei 349 di domenica ma comunque meno dei 469 di sette giorni fa, picco della quarta ondata. Il maggior numero di vittime ieri è stato rilevato in Campania (63, ma 36 riguardano decessi dei giorni precedenti, comunicati in ritardo) e in Lombardia (57).

In calo sono poi i ricoveri sia in rianimazione (-35), dove la diminuzione è in corso da giorni, sia nei reparti ordinari (-40).

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