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    Home»Notizie ed Approfondimenti»Griglia Lea 2018. Veneto al top, seguito da Emilia Romagna e Toscana. Piemonte giù dal podio. Oggi la certificazione ufficiale
    Notizie ed Approfondimenti

    Griglia Lea 2018. Veneto al top, seguito da Emilia Romagna e Toscana. Piemonte giù dal podio. Oggi la certificazione ufficiale

    Cristina FortunatiInserito da Cristina Fortunati19 Dicembre 2019Nessun commento5 Minuti di lettura
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    Stamani al ministero della Salute la certificazione ufficiale dei Livelli essenziali di assistenza. Rispetto alla classifica provvisoria di qualche settimana fa, confermato il primo posto del Veneto con 225 punti. La Toscana scende al terzo posto per un solo punto di differenza (220) rispetto all’Emilia Romagna (221), con cui, nella classifica provvisoria, condivideva pari merito il secondo posto. Il Piemonte, che guidava la classifica lo scorso anno con 221 punti, scende al quarto posto (la classifica provvisoria lo dava a 118 punti).

    È stato il Veneto, nel 2018, a garantire la migliore copertura dei Livelli essenziali di assistenza. Lo conferma il ministero della Salute certificando, stamani, il punteggio definitivo delle Regioni. Seconda l’Emilia Romagna, con 221 punti, terza la Toscana, con 220 punti. Scende dal podio il Piemonte.

    Lo scorso anno era infatti il Piemonte a guidare la classifica, con 221 punti. Il Veneto era al secondo posto, insieme all’Emilia Romagna, con 218 punti. Nel 2017 la quarta Regione più brava a garantire i Lea era stata la Toscana, con 216 punti.

    E proprio la Toscana ha reso noti oggi, con un comunicato, i primi posti della classifica ufficiale nella griglia Lea 2018. “La sanità pubblica della Toscana si mantiene ai vertici, la nostra Regione da ormai dieci anni è tra le più virtuose d’Italia – commenta nella nota il presidente toscano Enrico Rossi – I risultati di oggi confermano la costante qualità delle performance del Servizio Sanitario Regionale dal 2012 ad oggi. Se tutto funziona, nonostante i problemi e la mancanza di risorse adeguate, dobbiamo ringraziare anzitutto gli operatori e i produttori di sanità, chi quotidianamente la tiene in piedi e la mantiene come la più colta e accogliente struttura sociale e scientifica del Paese: medici, infermieri, tecnici, operatori. Un patrimonio professionale unico. Come ripeto spesso, non siamo perfetti nell’erogare ai cittadini i servizi sanitari e di questo ce ne scusiamo con tutti. Ma è indubbio che siamo da tempo tra i migliori nel garantire le cure. Questi risultati sono il frutto di scelte di governo: sostegno del la sanità pubblica, costruzione di nuovi ospedali, ingenti investimenti in tecnologia. Per mantenere questi livelli abbiamo varato un piano di investimenti per i prossimi anni da 1,5 miliardi per una sanità pubblica, universale e per tutti”.

    “Un risultato davvero importante, che ci ripaga dell’impegno e delle risorse profusi in questi anni per migliorare il nostro Servizio Sanitario – così esprime la propria soddisfazione l’assessore al diritto alla salute della Regione Toscana, Stefania Saccardi – Un risultato che prima di tutto va a merito degli operatori e dei professionisti della sanità toscana, che nonostante la scaristà di risorse riescono a garantire prestazioni di alto livello, insieme alla sostenibilità del sistema. Confrontando i risultati di tutti, vedo che tra le Regioni della fascia alta della classifica siamo quella che ha migliorato di più. Questo riconoscimento dimostra che una sanità pubblica, di qualità, per tutti è possibile. Ma non vogliamo adagiarci su questo risultato, che invece vogliamo sia di stimolo per tutti per migliorare ancora, lavorando sulle criticità che comunqaue ci sono, e che conosciamo”.

    La certificazione dell’adempimento avviene attraverso un set definito di indicatori, raccolti nella cosiddetta Griglia Lea, che consente di conoscere e valutare, nell’insieme, il soddisfacimento dei bisogni di assistenza programmati dalla Conferenza Stato Regioni. Un sistema di valutazione che attribuisce ad ogni indicatore un peso di riferimento e assegna, a ciascuna Regione, un punteggio pari al risultato conseguito rispetto a uno standard nazionale condiviso. “Non si tratta di un risultato contingente o casuale, e dal 2012 la nostra Regione è sempre stata tra le più virtuose”, evidenzia la nota toscana.

    La griglia è formata da un set di indicatori rappresentativi dei diversi ambiti sanitari: assistenza collettiva, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera. Ogni indicatore viene pesato e misurato in base ai valori “soglia” previsti nel sistema di misurazione, dando luogo a un punteggio finale, che va da un minimo di  -25 ad un massimo di 225.

    Ecco nel dettaglio i risultati 2018 della Toscana
    Per la prevenzione, si evidenzia un miglioramento rispetto al 2017: la percentuale di bambini vaccinati per polio, difterite, tetano, epatite B, pertosse, Hib, conferma il valore degli ultimi anni, superando la soglia del 95% in tutte le aziende sanitarie; così come la copertura vaccinale nei bambini a 24 mesi per una dose di vaccino contro morbillo, parotite, rosolia (MPR), che fa registrare un miglioramento rispetto al 2017; la copertura vaccinale per vaccinazione antinfluenzale negli anziani non fa registrare miglioramenti significativi e rimane una criticità.

    Sull’assistenza distrettuale, gli unici  indicatori che non  hanno raggiunto il punteggio massimo sono quelli relativi ai posti in strutture residenziali che erogano assistenza ai disabili, per i quali il valore si attesta immediatamente sotto lo standard massimo.

    Per quel che riguarda l’assistenza ospedaliera, la Toscana si conferma al vertice, gli indicatori contenuti nella griglia confermano il raggiungimento degli standard previsti, ad eccezione dei parti cesarei in maternità di I livello: per questo indicatore la percentuale massima prevista è del 15%, nel 2018 la Toscana si è attestata a 17,6%.

    18 dicembre 2019

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