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I cittadini scontenti della sanità pubblica

Cresce il numero di chi non apprezza il servizio offerto da Servizio saniotario nazionale

Il Sistema sanitario nazionale non basta agli italiani. Ad attestarlo è il Rapporto annuale dell’Eurispes, che ha studiato a fondo l’opinione diffusa nel Belpaese sul tema. Secondo quanto emerge dai risultati dell’indagine, le carenze del sistema di sanità pubblica sono avvertite in tutte le zone del Paese, ma risultano particolarmente penalizzanti per quanti abitano al Sud e sulle Isole.

Sanità pubblica?

InsufficienteNel dettaglio, l’indagine dell’Eurispes ha appurato che solo il 35,8% degli italiani trova soddisfacente il servizio offerto dal Sistema sanitario nazionale. Più specificatamente, gli scontenti sono così suddivisi: il 44,3% del campione si dice poco soddisfatto, il 17,1% dichiara di non esserlo affatto. Il parere negativo si attesta dunque complessivamente al 61,4%. I soddisfatti, invece, non vanno oltre quota 35,8% (31,9% abbastanza e 3,9% molto soddisfatto).

Situazione peggiorata

Rispetto all’anno precedente a quello preso in considerazione dall’ultimo rapporto, la qualità del servizio offerto dal Sistema sanitario nazionale è peggiorata. Il tasso di insoddisfazione dei cittadini verso la sanità pubblica è infatti cresciuto del 5,1%.Scomponendo i dati sull’insoddisfazione in chiave regionale, si scopre che ad avere maggiori problemi con il SSN sono gli abitanti del Meridione e delle Isole. Al Centro, infatti, il tasso di soddisfazione verso la sanità pubblica è pari al 41,3%, al Nord-Ovest al 39,1%, al Nord-Est al 38,6%, mentre nelle Isole cala al 26,4% e al Sud al 26,3%.

Cosa non va?

Tra le carenze più fastidiose dell’assistenza ospedaliera (che scontenta il 56% dei cittadini, l’8,1% in più rispetto all’anno precedente) rientrano sicuramente i tempi d’attesa: a dimostrarsi insofferenti alle code è il 79,4% dei cittadini italiani.Altre pecche del SSN rilevate dai due terzi dei cittadini, poi, figurano le strutture ospedaliere, ritenute insufficientemente equipaggiate. I pazienti, invece, esprimono grande fiducia e apprezzano (nel 64,2% dei casi) la competenza di medici e infermieri.

Lastampa.it – 16 febbraio 2011

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