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I precari e l’emendamento preterintenzionale

Chi ha salvato i precari? L'”emendamento Cgil” fatto proprio anche dalla maggioranza di certo

Ma forse anche le lotte intestine nel Pdl veneto e l’ipotetico disarcionamento preventivo dell’ad delle Poste, Massimo Sarmi, da parte del ministro Giulio Tremonti. La “norma tagliola” che restringeva a 60 giorni il tempo entro il quale fare ricorso contro un licenziamento illegittimo è saltata. Con il Milleproroghe si torna, per ancora un anno, al passato: tutti i lavoratori, ma soprattutto i precari, avranno a disposizione circa cinque anni per impugnare il licenziamento. Ma dietro questa norma approvata con voto bipartisan pare si siano giocate, appunto, altre partite.

Il sottosegretario all’Economia Alberto Giorgetti, coordinatore del Pdl in Veneto, incaricato di seguire il Milleproroghe per il governo, non si è certo sperticato per salvare il “collegato lavoro” nella versione in cui l’aveva presentato il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. Così c’è chi, nel Pdl, sospetta che, dietro le quinte, vi sia stato un patto tra il sottosegretario e il Pd. Uno scambio, nelle pieghe delle migliaia di emendamenti. Perché è stato Giorgetti, veronese, ex An vicino al ministro Altero Matteoli ma “sospettato” per un po’ di simpatie finiane, a dare il parere favorevole del governo all'”emendamento Cgil”. Sacconi ha chiesto conto a Tremonti il quale ha sostenuto che non era affatto quella la linea del governo. Ma in molti dubitano che Giorgetti possa essersi mosso autonomamente, considerando anche che tutti gli emendamenti, a parte quello sulla social card, presentati dal fedelissimo sacconiano Maurizio Castro (ex An) non sono passati. Giorgetti, allora, contro Sacconi per la leadership pidiellina in Veneto, tanto più che il ministro trevigiano si sta riavvicinando al collega Giancarlo Galan.

Ma il vero regista potrebbe essere stato – cinicamente – Tremonti. Anche per un’altra ragione di cui si parla dalle parti di Palazzo Madama: il superministro, ben sapendo dei danni (tra i 40 e i 50 milioni) che l’emendamento provocherà nelle casse delle Poste (qui i precari pronti a dare battaglia davvero tanti) avrebbe mandato un segnale non proprio positivo a Sarmi in vista delle prossime nomine primaverili. Insomma, emendamento preterintenzionale.

Repubblica.it – 16 febbraio 2011

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