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Il Parlamento va in ferie. Camera e Senato riaprono l’8 settembre. Lo stop estivo ferma la corsa delle riforme. A settembre si riparte dalle unioni civili e Ddl concorrenza

Ilario Lombardo. Non vedevano l’ora di fuggire dalla canicola romana. «Vacanze meritate» ha scritto Matteo Renzi, in un’accorata lettera ai parlamentari dem inviata alla vigilia della pausa estiva per ringraziarli del lavoro svolto. Ma, senza entrare nel merito, qui a interessarci non è tanto cosa ha fatto Renzi, ma ciò che non ha fatto. O meglio: ciò che aveva promesso che avrebbe fatto in tempo per l’estate, ma non è riuscito a portare a compimento.

L’ultimo degli annunci è stato ieri. Sulla banda larga: 12 miliardi, di cui 5 privati e 7 pubblici. Dopo aver incontrato il presidente di sorveglianza di Vivendi, socio Telecom, Vincent Bollorè, Renzi ha spiegato tempi e portata dell’opera infrastrutturale: stanziamento di 2,2 miliardi già deliberato dal Cipe e primi investimenti in autunno.

«Non sarà facile – dice Renzi – ma ci sarà da correre ancora più forte per completare le riforme». La riforma costituzionale è inchiodata in Senato da un po’, segno che l’intesa nel Pd è ancora molto lontana. La minoranza chiede il Senato elettivo per riequilibrare l’Italicum. Il ministro Maria Elena Boschi ha detto no. Le trattative saranno cruciali per capire se i ribelli dem fanno sul serio, e se magari la truppa dei soccorritori di Denis Verdini si andrà a ingrossare. Nel frattempo la Lega prepara mezzo milione di emendamenti.

Alla fine il Pd sulle unioni civili non ce l’ha fatta. Si era partiti da: «Faremo la legge entro l’estate». Poi: «Ok in Senato entro l’estate». Invece: non si è riusciti neanche a ottenere l’ok in commissione. Finora ha vinto Carlo Giovanardi, l’irriducibile paladino del Family day che ha bloccato i lavori con un roccioso ostruzionismo. Senza un accordo con gli alleati di Ncd, il Pd dovrà cercarsi una maggioranza alternativa, con M5S e Sel, anche bypassando il voto in commissione. E dovrà farlo in fretta per agganciare le previsioni di spesa della legge di Stabilità.

Martedì è stato votato in commissione il testo base della legge che introduce i nuovi diritti alla cittadinanza. Due le formule: ius soli temperato, per chi è nato in Italia da genitori residenti da almeno 5 anni. E ius culturae, per i bambini arrivati prima dei 12 anni che abbiano completato un ciclo scolastico. Si attendono emendamenti.

A metà luglio c’è stata l’ennesima fumata nera. La numero 25. A settembre la maggioranza dovrà cercare di chiudere anche il capitolo sui giudici della Consulta. Ci sono tre posti vacanti su 15 e nessuno accordo tra il Pd e le altre forze politiche. Anche per evitare che il presidente Mattarella li rimbrotti con un richiamo formale, i partiti cercheranno di sbloccare l’impasse di ritorno dalle ferie

Nella fitta agenda d’autunno di Renzi c’è anche la Rai, arrivata a metà del percorso, senza essere quella rivoluzione in stile Bbc di cui si parlava. In cima però, cerchiata di rosso, c’è la riforma a cui tiene di più. Quella del fisco. Per tagliare la tassa sulla casa gli servono tanti miliardi. Con gli occhi dell’Europa addosso, la manovra finanziaria è di quelle ardue. Ad agosto studierà come affrontarla, magari anche in spiaggia, in mezzo a tanti castelli di sabbia.

La Stampa – 7 agosto 2015

Alla ripresa subito il Ddl concorrenza

Palazzo Madama e Montecitorio riprenderanno l’attività il prossimo mese. Già calendarizzato in commissione riunite Finanze e Attività produttive della Camera, il Ddl concorrenza.

Palazzo Madama e Montecitorio chiudono per le vacanze estive. La ripresa dei lavori è fissata per martedì 8 settembre. Alla Camera si svolgeranno interpellanze e interrogazioni mentre al Senato si esaminerà il Ddl Equilibrio nella rappresentanza nei Consigli regionali (Voto finale con la presenza del numero legale), a seguire il Ddl 2008 e 2009 Rendiconto 2014 e Assestamento 2015 (Votazioni finali con la presenza del numero legale) e poi saranno prese in esame le ratifiche di accordi internazionali definite dalla Commissione Affari esteri.

L’8 settembre e per tutta la settimana proseguirà poi l’esame del Ddl concorrenza dalle Commissioni Riunite, Finanze e Attività produttive della Camera.

Qs – 7 agosto 2015

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