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Il ritorno dei licei: trionfa lo scientifico, flop professionali. Le iscrizioni 2017-18: scelti da oltre uno studente su due. La rimonta del classico. Piace l’indirizzo informatico

I licei tirano. In attesa di uscire dalla terza media, i quattordicenni italiani scelgono lo scientifico (in tutte le sue desinenze) e il classico. Sono il 54,6 per cento degli studenti totali, un punto e mezzo in più (dato di rilievo) rispetto all’anno scolastico 2016-2017.

Ieri sera alle 20 si sono chiuse le iscrizioni online e il ministero dell’Istruzione ha reso pubbliche le scelte dei 475.553 ragazzi in età da scuola superiore. Bene, è il quarto anno consecutivo che i licei vengono scelti da oltre la metà degli iscritti. Ancora nel 2012 erano il 47,4 per cento: la crescita in cinque stagioni, quindi, è stata di 7,2 punti. Graduale e continua. Per il 2017 lo Scientifico (il tradizionale, le Scienze applicate, la sezione sportiva) resta in cima alle scelte: il 25,1 per cento quando l’anno scorso era preferito dal 24,5 per cento e nel 2012 solo dal 22,2. Sono 119.000 potenziali matricole.

L’altro dato forte è che gli studenti che stanno svolgendo la Terza media tornano a guardare al Liceo classico: il 6,6 per cento del totale. Era il 6,1 l’anno scorso e nel 2014 la quota era scesa al 6. Ecco, dal tre anni il Classico con il suo Greco e Latino incorporati è tornato ad allargarsi.

Tutto questo — l’appeal dei licei italiani — si scopre nei giorni in cui seicento accademici scrivono al governo segnalando che i nostri ragazzi non sanno leggere, scrivere e parlare. Nelle famiglie italiane si sta diffondendo il concetto che una preparazione solida negli anni delle superiori può servire per qualsiasi indirizzo universitario (e lavorativo) futuro. Ancora, l’ampiezza dell’offerta del liceo scientifico aiuta a convogliare in questi istituti i neoiscritti e la presenza nella branca “Scienze applicate” (7,8 per cento, con un più 0,2) dell’informatica al posto del Latino lo rende appetibile a chi ha inclinazioni tecnologiche.

Sono stabili le preferenze per il Liceo linguistico (che conferma il 9,2 per cento dell’anno scorso), l’Artistico (4,2 per cento, +0,1), il Liceo europeo-internazionale (conferma lo 0,7 per cento). Cresce sensibilmente il Liceo delle Scienze umane (al 7,9 per cento, +0,3). I licei musicali sono sempre allo 0,8 per cento, l’indirizzo coreutico sempre allo 0,1.

Le iscrizioni liceali in crescita drenano pochi quattordicenni agli Istituti tecnici mentre scendono — nonostante gli sforzi degli ultimi governi — gli iscritti ai professionali. Gli indirizzi tecnici, ecco, sommano studenti pari al 30,3 per cento del totale (-0,1 per cento). Il più richiesto resta il settore tecnologico con le sue varie declinazioni: il 19 per cento delle scelte. Gli istituti economici scendono all’11,2 (-0,2).

Per i professionali il calo è vistoso, dal 16,5 per cento di un anno fa al 15,1 di oggi. In particolare, il settore dei Servizi calano al 9,6 per cento dal 10,5. Solo il 3,5 per cento dei neoiscritti sceglie un percorso di Istruzione e Formazione professionale presso gli Istituti.

Il Lazio si conferma la regione con la maggiore percentuale di iscritti ai licei, il 66,8 per cento. Poi Abruzzo, Umbria, Campania e Liguria. Nel Veneto si registra il minor numero di ragazzi che scelgono gli indirizzi liceali (45,9 per cento) e il maggior numero che si iscrivono ai tecnici (38,5 per cento). Gli Istituti professionali sono scelti sopra la media dai ragazzi di Basilicata (19,3 per cento), Campania e Puglia.

In valore assoluto, il dato degli iscritti è il più basso degli ultimi sei anni: rispetto al 2014 sono 55mila studenti in meno (il 12 per cento).

Repubblica – 8 febbraio 2017 

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