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Il ritorno dei virus respiratori che erano «spariti» nel 2020 grazie alle misure di protezione. La conferma dai tamponi multipli all’ospedale di Negrar. «Attenzione ai bimbi»

Il Corriere del Veneto. La ricerca di positività al covid svela che quest’anno la circolazione dei virus respiratori è «mutata» rispetto all’anno scorso. Nel 2020 si erano praticamente azzerate le influenze e il temibile virus sinciziale, causa di bronchioliti e polmoniti nei bambini sotto l’anno di età. Da ottobre 2021, invece, i dati indicano quanto stiano incidendo nelle infezioni anche gli altri virus.

La statistica arriva dal laboratorio di Microbiologia del dipartimento Malattie Infettive e Tropicali dell’ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, diretto dalla biologa Francesca Perandin. L’Irccs, infatti, è l’unico ospedale in Veneto che dall’anno scorso esegue il «Tampone Multiplex», vale a dire che con un unico tampone molecolare si processa l’Rna di tre virus: del covid-19, dell’influenza e del sinciziale. È così che è emerso il primo contagio accertato di influenza stagionale, trovata in una ragazza di 21 anni veronese. L’«unico» accertato in Veneto, ma solo perché è stato refertato grazie al Multiplex ed inviato da Negrar all’Unità complessa di microbiologia e virologia di Padova, laboratorio di riferimento regionale per l’influenza e che ora ha il compito di stabilirne anche la tipizzazione, vale a dire se quel campione è di un sottotipo o se è di tipo A o B contro cui è iniziata la campagna di vaccinazione antinfluenzale. «È importante testare anche gli altri virus respiratori – sottolinea Perandin – perché la situazione epidemica quest’anno è cambiata, sono emersi soprattutto tantissimi contagi nella popolazione pediatrica, quindi bisogna continuare a mantenere attenzione con igienizzazione delle mani, distanziamento e mascherina, per tenerci protetti da altre infezioni che possono essere anche para-influenzali. Purtroppo i sintomi sono assolutamente sovrapponibili e se non si fanno le analisi molecolari degli altri virus non si riesce a distinguerli».

Il laboratorio dell’ospedale di Negrar, infatti, quest’anno, dal 10 ottobre al 12 novembre, in questo mese ha già eseguito 7.026 tamponi, la gran parte ad adulti per il riscontro di positività al covid. I risultati sono allarmanti per il sinciziale, poiché sono risultati 216 positivi al Sars-CoV2 e 207 positivi al RSV (Sinciziale), 1 all’influenza. Un’incidenza altissima per i più piccoli, poiché il rapporto su questi oltre 7mila tamponi è all’incirca del 90% di test eseguiti su adulti, quindi 207 positivi al sinciziale porta ad una percentuale di contagio intorno al 30% nei bambini. «L’anno scorso, da novembre a marzo – precisa la dottoressa Perandin – abbiamo eseguito 18mila tamponi multiplex e in nessuno di questi sono emersi il virus influenzale e quello sinciziale. Ripeto, zero casi. Ora il quadro è cambiato».

Va ricordato, precisano da Negrar, che il virus sinciziale infetta anche l’adulto, senza, però, dare malattia importante. Le complicazioni sorgono soprattutto nei neonati, che si contagiano dai grandi o dai fratellini che frequentano la scuola materna. E il virus gli provoca difficoltà respiratoria e nutrizionale perché non riescono a succhiare bene. «Questa aumento dei virus respiratori – conclude la biologa – è confermata anche da InfluNet, il centro di sorveglianza del Ministero della Salute, che raccoglie i dati di tutta Italia. In una recente pubblicazione si dice che dalla 42esima settimana c’è stato un incremento notevole di sintomi “simil-influenzali”, portando il tasso di incidenza dall’1,5 al

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