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In ottobre il test di Medicina e Veterinaria. Prove preparate dalle università. L’annuncio del ministero: «Rimangono la selezione e il numero chiuso»

«Il test si deve fare, non può esserci il “liberi tutti”, il todos caballeros », perché per diventare medico serve una «preselezione» ancora prima di entrare all’università. Perciò il sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone parla di «pre-orientamento fin dalle scuole superiori». E poi conferma: «Il test di medicina si farà anche quest’anno e sarà in ottobre».

Insomma, tutto come prima. O quasi. Annunci, smentite, passi avanti e poi ritorni. Ma adesso per i futuri medici la strada da percorrere sembra segnata una volta per tutte. Il sottosegretario ci tiene a sottolineare che «in un periodo di transizione bisogna dare dei punti fermi» e il test di ammissione alla facoltà di Medicina è uno di questi, che in molti aspettano da mesi. Basti pensare che alla scorsa prova d’ingresso in aprile parteciparono oltre 70mila candidati per 10mila posti. «Tutto resta uguale», dice Faraone.

Quasi tutto in realtà. Perché l’intenzione del ministero è quella di affidare la preparazione alle prove di ammissione direttamente alle università: «Tre mesi di corso sui test affidati al pubblico e sottratti al privato — dice Faraone —, con domande più specializzate, legate a materie specifiche e meno generaliste, questo per rendere la selezione più oggettiva in modo da non lasciare spazio a ricorsi». E dal 2016 la preparazione comincerà prima, «bisogna creare un orientamento già dalle scuole superiori, negli ultimi anni, che si aggiunga al corso preparatorio per arrivare al test d’ingresso». Il numero chiuso? «Continuerà a esserci — giura Faraone — e di anno in anno si valuterà la situazione con il ministero della Salute».

Una scelta appoggiata con favore dalla Crui, la conferenza dei Rettori, che da mesi al ministero chiede «una soluzione immediata» sulla questione delle modalità di ammissione al corso di Medicina («non possiamo lasciare nel limbo migliaia di studenti e di famiglie»), e ha sempre spinto per una selezione all’ingresso. I rettori hanno poi ipotizzato testi per la preparazione all’ammissione realizzati dalle università, da rendere disponibili a tutti, anche per combattere, dice il rettore di Tor Vergata Giuseppe Novelli, «quel mercato dei test che a noi non piace».

Non cambia, per il 2015, neanche l’esame di maturità («non vogliamo destabilizzazioni durante l’anno scolastico») e Faraone conferma la presenza dei commissari esterni all’esame: «La mia linea è mantenerli anche in futuro, soprattutto pensando alle scuole private. Non si può lasciare che i membri delle commissioni siano tutti docenti interni».

Claudia Voltattorni – Il Corriere della Sera – 22 dicembre 2014 

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