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Incentivi merito nel pubblico e privato, allo studio Ddl

Incentivare un’idea meritevole a prescindere che nasca nel pubblico o nel privato. È il “filo rosso” che il Governo intende seguire nel disegno di legge sulla meritocrazia a cui sta lavorando la presidenza del Consiglio insieme ad altri dicasteri (in primis Istruzione, Pubblica amministrazione e Sviluppo economico).

Un provvedimento destinato ad arrivare in Parlamento prima dell’estate, in parallelo con gli ulteriori interventi per la crescita previsti nell’agenda dell’Esecutivo: dalla delega sulle infrastrutture al decreto «digitalia»; dalle semplificazioni bis alla riforma degli incentivi. Sul merito per ora c’è solo uno schema di provvedimento formato da una trentina di articoli che i tecnici di Palazzo Chigi hanno inviato dopo il Com di venerdl scorso a quelli degli altri ministeri, insieme a una lettera in cui ha chiesto di elaborare proposte, idee, ricette per promuovere la diffusione della meritocrazia nel nostro Paese. L’ambito di ricaduta più immediato di questo intervento è, per forza di cose, la Pa. Nella sua interezza. Oltre a introdurre nel pubblico impiego un sistema di promozioni fondate sui risultati e non sull’anzianità – che il ministro Filippo Patroni Grifii potrebbe discutere al tavolo con i sindacati nell’ambito del confronto sull’estensione agli statali del Ddl Fornero sul lavoro – gli altri settori interessati potrebbero essere la scuola, l’università e la ricerca. Tutto ciò chiama in causa in prima persona il Miur. L’idea originaria della presidenza del Consiglio era di inserire in questo alveo la riforma del valore legale della laurea. Una strada che appare ora meno praticabile viste le resistenze di viale Trastevere che vorrebbe tenere separate le due partite. Nei 5-6 articoli che l’Istruzione sta mettendo a punto potrebbe esserci spazio invece per una soluzione alla querelle sui ricercatori under4o che ha agitato il dibattito parlamentare la settimana scorsa. La meritocrazia verrà incentivata anche nel privato. Con gli strumenti e le soluzioni che anche lo Sviluppo economico riterrà utile. In quest’ottica è ipotizzabile immaginare nuove forme di incentivazione sui brevetti e sulle idee imprenditoriali. Oltre al merito dovrebbero arrivare in tempi non troppo lunghi le misure per rilanciare le infrastrutture. Il vertice tra il premier Mario Monti e i leader di Pdl, Pd e Terzo polo dovrà dire se esiste davvero lo spazio per allentamenti mirati del Patto di stabilità interno al fine di consentire ai Comuni virtuosi di dare maggior spinta al capitolo infrastrutture. I margini sono stretti anche in considerazione dei rigidi vincoli di bilancio che saranno ribaditi nel Def in agenda per il prossimo Consiglio dei ministri insieme al Piano nazionale di riforma da trasmettere a Bruxelles. Un Consiglio dei ministri dal quale dovrebbe uscire anche la delega fiscale. Non è però escluso che qualche accorgimento per favorire i Comuni virtuosi possa essere trovato e raccorda-to con la delega per il rilancio delle infrastrutture alla quale sta lavorando il ministro Corrado Passera e al piano per il Sud allestito dal ministro Fabrizio Barca. Sempre Passera potrebbe accelerare la definizione del piano per liberare risorse fmo a 600 milioni di incentivi industriali al momento atteso per giugno quando dovrebbe vedere la luce anche l’intervento per la digita-lizzazione del Paese. Un intervento che dovrebbe scattare con un decreto ad hoc denominato «digitalia». Più speditamente dovrebbe procedere la definizione del nuovo provvedimento sulle semplificazioni amministrative, che potrebbe essere pronto già a metà maggio e che dovrebbe contenere un pacchetto mirato per le Pmi. Non oltre fme aprile, poi, dovrebbe arrivare un decreto per il salvataggio previdenziale dei cosiddetti «esodati»: già oggi dal tavolo composto dai tecnici di Inps, Ragioneria generale dello Stato e ministero del Lavoro dovrebbe uscire il dato definitivo sulla platea dei lavoratori coinvolti.

L’agenda

Palazzo Chigi sta lavorando a un Ddl insieme ai ministeri dell’Istruzione, della Pa e dello Sviluppo economico che introduca forme di incentivazione al merito nel pubblico e nel privato. I settori interessati potrebbero essere il pubblico impiego, la scuola, l’università e la ricerca. Ma anche le idee innovative e i brevetti

Potrebbe essere accelerato il varo della delega per rilancio delle opere pubbliche alla quale sta lavorando il ministro Corrado Passera. Alle grandi opere lavora anche il ministro Fabrizio Barca con il suo piano Sud. I partiti, Pdl in testa, spingono anche per un allentamento del patto di stabilità interno per dare più ampi margini di spesa ai Comuni virtuosi

Il Sole 24 Ore – 11 aprile 2012

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