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Inchieste sui Pfas. La Regione andrà in Procura. Fascicoli aperti sia a Verona che a Vicenza. La Giunta ha deciso: l’ente si presenterà come parte offesa in tutti i procedimenti

Emergenza Pfas: la Regione entra in gioco nelle inchieste giudiziarie che vengono portate avanti dalle Procure venete. Nella sua riunione svoltasi martedì, infatti, la Giunta guidata da Luca Zaia ha sancito la costituzione dell’ ente regionale come parte offesa nell’ambito di tutti i procedimenti attualmente in corso per quanto riguarda la contaminazione da sostanze perfluoro-alchiliche.

Un problema, questo, che va avanti da decenni anche se è stato ufficialmente accertato solo nel 2013, e che interessa il territorio posto a cavallo fra le provincie di Verona, Vicenza e Padova. Per quanto ci riguarda, l’area maggiormente esposta alla contaminazione comprende tredici Comuni: Albaredo, Arcóle, Veronella, Zimella, Cologna, Bonavigo, Minerbe, Pressa- na, Roveredo di Guà, Legnago, Boschi Sant’Anna, Bevilacqua e Terrazzo.

CON LA DECISIONE formalizzata questa settimana, la Regione ha deciso di assumere un ruolo ben preciso nell’ambito delle attività giudiziarie di inchiesta in corso sia a Vicenza che a Verona. Con la costituzione come parte offesa, infatti, l’ente potrà mettere a disposizione le documentazioni in suo possesso in forma ufficiale. «In questo modo», spiegano in Regione, «quel rapporto di collaborazione che già esisteva volontariamente con gli organismi giudiziari verrà formalizzato». Questa decisione, come si diceva, è stata presa martedì m una riunione dell’esecutivo che, secondo alcune voci finite sui giornali, sarebbe stata contrassegnata da tensioni conseguenti a un’ipotetica mancata informazione al presidente da parte di alcuni assessori in merito all’esistenza di una relazione della Commissione tecnica Pfas m cui si parla delle patologie che possono essere riconducibili all’inquinamento.

PROPRIO QUESTO tema, d’altro canto, continua ad avvelenare i rapporti fra maggioranza ed opposizione in Regione. Ieri sia i consiglieri tosiani Giovanna Negro, Stefano Casali e Maurizio Conte che Alessandra Moretti del Pd hanno attaccato Zaia. «Il presidente non può dire che dei Pfas non sapeva nulla», affermano i rappresentanti di Fare! «Chi vuole prendere in giro? Ci sono state decine di interrogazioni su questo argomento e lui ha uno staff che controlla ogni singolo documento». «Siamo di fronte alla solita manfrina», dice invece Moretti. «L’impressione è che nessuno all’interno della Giunta regionale abbia voluto prendere provvedimenti su questa vicenda sino a che la situazione non è diventata allarmante e non è arrivata alle procure. A quel punto è partito il gioco delle tre carte, il tutto sulla salute dei cittadini». Anche il M5S ha attaccato Zaia: per la consigliera regionale Patrizia Bartelle «il governatore della Regione può fare qualcosa di concreto, per esempio sostituire gli assessori che si son resi responsabili di leggerezze imperdonabili».

L’Arena – 19 gennaio 2017 

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