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    Home»Notizie ed Approfondimenti»Indicizzazione pensioni, le correzioni costano due miliardi
    Notizie ed Approfondimenti

    Indicizzazione pensioni, le correzioni costano due miliardi

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche9 Dicembre 2011Nessun commento3 Minuti di lettura
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    Un emendamento unico, due modifiche cardine e un’ulteriore stretta sui capitali scudati per reperire coperture adeguate. Prendono forma le misure «migliorative» della manovra finanziaria varata dal governo di Mario Monti, interventi che però già prima di nascere rischiano di scontrarsi con le difficoltà tecniche emerse in materia di lotta all’evasione fiscale.

    In commissione Bilancio della Camera è durata circa sette ore la prima tranche (la seconda è oggi) di discussione sul decreto «Salva Italia»: «Il peso della manovra può essere ripartito con maggiore giustizia sociale», dice in apertura di lavori Pierpaolo Baretta, il capogruppo democratico in commissione relatore assieme al deputato del Pdl Maurizio Leo, secondo cui «bisogna individuare misure coerenti con le fasce più a rischio e i conti pubblici». Tra le variabili su cui agire c’è l’aumento dell’esenzione dell’Imu sulla prima casa attraverso l’incremento della franchigia, piuttosto che sullo slittamento della nuova Ici per cui servirebbero 11 miliardi di euro. Sul capitolo delle pensioni si punta all’indicizzazione almeno fino a tre volte la minima e un ampliamento della platea di pensionati esclusi dal blocco dell’adeguamento all’inflazione.

    Questo associato al superamento del sistema dei disincentivi e alla gradualità dell’innalzamento dell’età pensionabile per i lavoratori che subiscono un aumento secco di molti anni di permanenza. La formula è quella di un emendamento unico, ma non un maxiemendamento «che vuol dire stravolgere il testo del decreto – sottolinea Baretta piuttosto un mini-emendamento». «Bisogna vedere le modalità, ma tecnicamente penso sia questa la formula giusta», ribadisce Leo secondo cui il punto «è trovare le coperture adeguate».

    Coperture che la Ragioneria stima pari a circa 2 miliardi di euro. Tra queste ci potrebbe essere l’aumento del prelievo sui capitali scudati, individuato nella manovra nell’una-tantum dell’1,5%. Un’altra fonte «potrebbero essere l’asta delle frequenze tv», spiega Baretta ma in questo caso si rischia la levata di scudi del Pdl. A dirla tutta anche la prima fonte di copertura potrebbe non essere così garantita, visto che nel dossier sulla manovra confezionato dagli economisti della Camera appare in molti casi di difficile attuazione. Ciò potrebbe verificarsi «nel caso in cui il contribuente scudato ha investito i capitali emersi in altre attività finanziarie o ha spostato la sua posizione presso un altro intermediario». Così, in mancanza di provviste, «non è chiaro quale debba essere il sostituto di imposta».

    Sempre sul fronte emendamenti, la Commissione Lavoro della Camera, ha proposto invece un contributo di solidarietà sulle pensioni d’oro e un intervento sulle «baby» pensioni per coprire l’aumento della soglia al di sotto della quale è garantita l’indicizzazione automatica fino a 1.400 euro degli assegni pensionistici.

    Mentre si lavora sul decreto per «salvare l’Italia», si fa sempre più incerto il quadro macroeconomico del Paese. Nel rapporto trasmesso dal Tesoro alla commissione Bilancio assieme alla manovra, emerge che senza la finanziaria del governo Monti, nel 2013 non si sarebbe raggiunto il pareggio di bilancio. Riviste al ribasso le stime del Pil: quest’anno la crescita si fermerà allo 0,6% , mentre nel 2012 sarà negativa, a -0,4%, per poi risalire a +0,3% nel 2013 e all’1% nel 2014. Uno scenario recessivo, almeno per il prossimo anno, ma che tuttavia appare meno drammatico di quello delineato dalle più recenti stime dell’Ocse, secondo cui nel 2012 la non crescita sarebbe più pronunciata (-0,5%), per trasformarsi in Pil a velocità zero l’anno successivo

    Lastampa.it – 9 dicembre 2011

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