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Infezione da Nuovo Coronavirus. Dal 2012 notificati all’Oms 1321 casi di infezione e almeno 466 decessi. Ecdc: rischio basso per l’Unione europea

Da aprile 2012 al 16 giugno 2015 sono stati notificati complessivamente all’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) 1321 casi umani di infezione da un nuovo coronavirus (Mers CoV) e almeno 466 decessi.

La maggior parte dei casi si è verificata in Paesi del Medio Oriente (Giordania, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi, Yemen, Egitto, Libano e Iran). Casi con storia di viaggi in Medio Oriente o di contatto diretto con casi confermati o probabili che, a loro volta, avevano viaggiato in queste zone, sono stati segnalati in numerosi Paesi (Austria, Francia, Germania, Regno Unito, Italia, Olanda, Grecia, Turchia, Algeria, Tunisia, Malesia, Filippine, Sud Corea e Stati Uniti). Per maggiori informazioni vedi le mappe, le curve epidemiche e gli aggiornamenti pubblicati dall’Oms.

 Trasmissione in Medio Oriente

L’incidenza dei casi umani di infezione da Mers CoV era in aumento tra dicembre 2014 e febbraio 2015 in Medio Oriente, in particolare in Arabia Saudita. Questo era stato in parte attribuito ad un possibile andamento stagionale dell’infezione, dato che un aumento nell’incidenza della patologia era stato registrato anche nei primi mesi del 2014 (per maggiori informazioni leggi il rapid risk assessment del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, Ecdc, pdf 2,1 Mb, 23 febbraio 2015), il rapid risk assessment (pdf 618 kb) Ecdc dell’8 marzo 2015 e l’approfondimento prodotto dall’Ufficio regionale del Mediterraneo Orientale dell’Oms (Who Weekly Epidemiological Monitor, pdf 251 Kb) del 10 maggio 2015).

Dal mese di aprile 2015 è stato notificato all’Oms un focolaio epidemico nella città di Hofuf (regione di Al-Ahssa, Arabia Saudita). L’epidemia è caratterizzata da un cluster familiare (con un caso indice che avrebbe acquisito l’infezione in comunità e sei casi secondari, di cui due deceduti) e da due cluster nosocomiali a esso epidemiologicamente collegati (con 18 casi secondari di cui otto deceduti). Per maggiori informazioni leggi l’approfondimento dedicato nel Who Weekly Epidemiological Monitor (pdf 493 Kb) del 31 maggio 2015. Leggi anche il rapid risk assessment Ecdc (pdf 836 Kb, 11 giugno 2015).

Focolaio epidemico in Corea del Sud

Il 20 maggio 2015, è stato notificato all’Oms il caso indice di un focolaio in rapida evoluzione in Corea del Sud dove, al 18 giugno 2015, sono stati confermati 164 casi umani di infezione da Mers CoV e 23 decessi. È stata documentata una trasmissione nosocomiale, ma non è stata evidenziata una trasmissione sostenuta del virus nella popolazione generale. Nell’arco della settimana si è riscontrata una diminuzione nel numero giornaliero di nuovi casi confermati di infezione. Per maggiori informazioni leggi gli ultimi aggiornamenti sul sito dell’Oms. Vedi anche la curva epidemica aggiornata al 18 giugno 2015, il “situation assessment” del 15 giugno 2015 e le raccomandazioni pubblicati dall’Oms.

Il 26 maggio 2015 un caso epidemiologicamente collegato al cluster suddetto, e successivamente confermato, ha viaggiato dalla Corea del Sud alla Cina (Guandong). Per maggiori informazioni leggi il “situation assessment” pubblicato dall’Oms il 2 giugno 2015.

 Gli esperti dell’Ecdc, in un rapid risk assessment Ecdc (pdf 836 Kb, 11 giugno 2015), confermano che l’epidemia di Mers CoV pone un rischio basso per l’Unione europea (Eu).

 Il 17 giugno 2015, a seguito del nono incontro, il comitato di emergenza del Regolamento Sanitario Internazionale ha confermato che l’infezione umana da Mers CoV non costituisce un’emergenza di sanità pubblica internazionale. L’Oms non raccomanda di eseguire alcun test ai viaggiatori nei punti di ingresso, né di esercitare restrizioni a viaggi o a rotte commerciali.

La fonte di infezione e la modalità di trasmissione di Mers CoV non sono state ancora confermate. L’ipotesi più verosimile, ancora in fase di studio, è che i dromedari rappresentino un serbatoio del virus e la possibile fonte di infezione umana. L’attuale pattern della malattia sembra essere il risultato della continua trasmissione del virus dai camelidi all’uomo; la trasmissione interumana appare invece limitata e sembra avvenire prevalentemente attraverso goccioline di saliva (droplets), fomiti o per contato diretto.

A cura del reparto di Epidemiologia delle malattie infettive, Cnesps-Iss

Epicentro – 21 giugno 2015 

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