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Inps: +20% i contratti a tempo indeterminato ma il saldo è quasi zero. Boom a gennaio e febbraio compensato dal calo delle forme precarie

Nei primi due mesi dell’anno aumentano i contratti a tempo indeterminato (+12,3% considerando anche le trasformazioni di rapporti a termine e apprendisti) ma diminuiscono quelli a termine (-7%) e in apprendistato (-11,3%) rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso portando di fatto a zero la variazione dell’occupazione sul 2014

In gennaio e febbraio aumentano i nuovi rapporti di lavoro a tempo indeterminato (+20,7%), aumenta la quota di lavoro stabile sul totale (dal 37,1% al 41,6%) ma nel complesso il numero di attivazioni dei contratti resta stabile rispetto al primo bimestre del 2014. Stabili anche le retribuzioni nei nuovi contratti a tempo determinato. Sono i dati principali che arrivano dalle rilevazioni dell’Inps.

Nei primi due mesi del 2015, i nuovi rapporti di lavoro a tempo indeterminato stipulati in Italia, rilevati da Inps, sono stati 307.582, il 20,7% in più rispetto all’analogo bimestre del 2014. Se si considerano anche le conversioni a tempo indeterminato di rapporti a termine e gli apprendisti “trasformati” in tempo indeterminato, sono 403.386 i nuovi rapporti di lavoro a tempo indeterminato stipulati nel primo bimestre dell’anno (in questo caso la variazione rispetto allo stesso periodo del 2014 è di +12,3%). Pertanto la quota di nuovi rapporti di lavoro stabili è passata dal 37,1% del primo bimestre 2014, al 41,6% dei primi due mesi del 2015. Resta però sotto il livello del 2013, quando il lavoro stabile era al 43,85% del totale.

Sul versante delle assunzioni a termine si registra un calo del 7% e anche per l’apprendistato, sempre nel primo bimestre dell’anno, si vede una flessione dell’11,3%. Nel complesso, infatti, il totale delle attivazioni di rapporti di lavoro (che escludono il pubblico impiego, i lavoratori domestici e gli operai agricoli) risulta fermo rispetto al primo bimestre del 2014: circa 968mila unità, solo 13 contratti in più.

Si può allora interpretare i dati ricordando l’impatto del provvedimento di decontribuzione (fino a 8000 euro circa) dei nuovi tempi indeterminati, scattato per le assunzioni da inizio anno. Ma bisogna anche verificare che, sempre dai dati Inps, nel novembre-dicembre 2014 il totale dei tempi indeterminati rispetto allo stesso bimestre del 2013 era sceso dell’8,6%: si conferma dunque che le imprese hanno probabilmente atteso gli sgravi prima di assumere.

Per quanto riguarda le retribuzioni, dalle tabelle dell’Inps si indica in 1.845 euro la retribuzione media teorica lorda dei contratti a tempo indeterminato, che salgono a 1.866 euro se si includono anche i contratti a termine (pagati 1.914 euro) e gli apprendisti (che scendono a 1.376 euro). Rispetto al gennaio-febbraio 2014 la variazione è di una crescita contenuta dell’1,4%.

Repubblica – 10 aprile 2015 

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