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Intervista. «Referendum e ospedale, così cambierò il Veneto». Il presidente Zaia a un anno dal voto. La prossima settimana la nomina del nuovo Dg all’Ulss 16

Un videomessaggio postato su Facebook alle 11 di ieri mattina, con una constatazione che è già uno slogan: «E’ passato un anno e il tempo vola». L’1 fatto alla Fonzie, col pollice in su. Ha deciso di rispondere così il presidente Luca Zaia all’articolo del Corriere del Veneto in cui faccine tristi e faccine felici comprese si dava conto di quanto fatto e quanto rimasto fermo nel primo anno del secondo mandato da presidente del Veneto. Tre minuti di video col campionario di questa stagione, dall’autonomia all’abolizione della legge mancia che aveva chiuso la scorsa stagione, fino al disastro delle banche venete.

Presidente, a guardare l’elenco delle cose fatte e quelle da fare, dà l’idea che Giunta e Consiglio viaggino a due velocità diverse.

«Assolutamente no. Nella prima seduta abbiamo presentato una ventina di progetti di legge, ma il bilancio ci ha portato via mesi, per colpa della sgangheratissima attività del Consiglio della scorsa legislatura. Abbiamo perso mesi per chiudere la “parifica” (la parificazione del bilancio, ndr) e fare il bilancio di previsione, ci siamo dedicati a mettere tutto a posto, tanto che ora la parifica di quest’anno sarà fatta prima dell’estate».

Parla di un’attività «sgangheratissima» ma era sempre una sua maggioranza…

«Certo, ma la maggioranza politica non c’era più, lo dimostra il mega emendamento da 53 milioni di euro a pioggia approvato e che abbiamo cancellato. Tanto che io non ho nemmeno votato il bilancio alla fine….».

Ma se li era scelti lei però.

«Eh, le basi di questa maggioranza sono state non aver fatto gli errori che si fanno quando si fanno le liste. Le persone che ho scelto sono persone perbene, che hanno sottoscritto il programma che avevo depositato alla Corte d’Appello. Il Consiglio ora non è più balneare, si è riunito ogni settimana! E’ chiaro che se fai cose piccole fai subito e se fai riforme grosse ci devi stare un po’…».

Per esempio l’Azienda zero. Lei punta molto sulla riforma della sanità. La legge che uscirà è come la voleva lei o si è dovuto accontentare?

«Sono soddisfatto di come sarà. E’ una buona soluzione rispetto al territorio. Ricordiamoci che partiamo da 21 Usl».

Già che siamo in argomento sanità potrebbe dirci chi metterà al posto del dg Claudio Dario, emigrato a Trento..

«Io il nome ce l’ho da prima che Dario facesse l’annuncio, perché checché ne abbia scritto qualcuno, i rapporti sono ottimi, ci siamo sentiti anche stamattina e mi dispiace che qualcuno abbia voluto pruriginosamente dire il contrari. Ma il nome lo dirò la prossima settimana, quando lo nominerò».

Nel video su Facebook parlava anche della legge sul consumo del suolo. Ma un testo unitario ancora non c’è.

«La maggioranza è sul pezzo, la legge sul consumo del suolo la faremo, è che prima ci sono da fare il rendiconto e i collegati alla Finanziaria, che vanno a migliorare la vita ai cittadini».

Uno dei primi atti della sua amministrazione è stato lo stop ai project-financing, dalla Nogara-Mare alla Nuova Valsugana. Vuole che la sua amministrazione sia ricordata per quella che non ha fatto nemmeno una grande opera?

«Ma no! Con molto coraggio la nostra maggioranza ha detto: “Facciamo una verifica perché sono nel limbo”. Ci vuole una commissione tecnica che ci dica se stanno ancora in piedi. Ma sui grandi temi come la ferrovia delle Dolomiti e il nuovo Ospedale di Padova ci siamo. Il 2017 voglio che sia l’anno dell’Ospedale di Padova. Devo avere l’alba amministrativa dell’ospedale di Padova perché lo faremo. C’è piena sintonia col Comune di Padova, il sindaco Massimo Bitonci e con l’università di Padova, intendo dire col rettore Rizzuto».

E poi c’è l’autonomia. Nel video su Facebook dice «Non avremo subito l’autonomia, ma noi le scatole le sappiamo rompere e le romperemo a Roma perché la vogliamo». Una data ancora non c’è ma il negoziato è stato avviato.

«Il referendum sull’autonomia marcherà la storia del Veneto. Sarà la prima volta nella storia che ci esprimeremo su questo. C’è chi dice che è inutile e pedissequo, ma invece serve».

La scorsa legislatura ha avuto l’alluvione. Stavolta l’alluvione rischia di essere il tracollo delle banche venete.

«E’ così. Le sole perdite di azioni delle due banche ammontano a più dei 10 miliardi di euro di danni che la prima Guerra Mondiale ha fatto in Veneto e Friuli. Questo è il più grande cataclisma che ci ha colpito: polverizzato ma c’è stato. Io stesso ho perso 30 mila euro. Ci vogliono le azioni di responsabilità e ho fiducia nella magistratura. Come Regione abbiamo fatto una legge sulla tutela legale dei piccoli risparmiatori, sta funzionando, stiamo facendo molti incontri, ma siamo in un mare in tempesta».

Pensa di partecipare all’aumento di capitale di Veneto Banca?

«Una decisione così va presa a bocce ferme. Bisogna capire come andrà questa operazione, sono decisioni talmente personali, ogni azionista deve assumersi le proprie responsabilità. E qualcuno potrebbe rinfacciarti le decisioni che prende, perciò non dirò cosa farò. Anzi, penso che sia giusto che i politici siano trasparenti, ma forse avrebbe più senso se facessimo le nostre dichiarazioni patrimoniali alla Guardia di Finanza. Si eviterebbero “emulazioni”».

Col senno di poi scriverebbe ancora nel programma cure odontoiatriche gratis e lavoro in sei mesi per tutti?

«Confermo le mie promesse. Il Consiglio è sempre stato intasato da provvedimenti urgenti, ma lo faremo».

Sara D’Ascenzo – Il Corriere del Veneto – 1 giugno 2016 

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