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    Home»Notizie ed Approfondimenti»Istat. Buste paga ferme ad agosto, +1,5% sull’anno. Variazione nulla per i dipendenti pubblici
    Notizie ed Approfondimenti

    Istat. Buste paga ferme ad agosto, +1,5% sull’anno. Variazione nulla per i dipendenti pubblici

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche23 Settembre 2013Nessun commento2 Minuti di lettura
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    Variazione nulla delle buste paga ad agosto (rispetto a luglio). Sull’anno le retribuzioni contrattuali salgono dell’1,5% e così si mantengono ancora sopra l’inflazione (+1,2%).

    Lo rileva l’Istat che segnala aumenti tendenziali del 1,9% nel settore privato (e nulli nel pubblico). Nei primi otto mesi del 2013 la retribuzione media è cresciuta dell’1,5% rispetto allo stesso periodo del 2012.

    I settori

    Analizzando i singoli settori, l’Istat evidenza come, ad agosto, gli incrementi tendenziali maggiori si siano registrati nei comparti: alimentari bevande e tabacco (4,4%); agricoltura (3,2%); pubblici esercizi e alberghi (2,9%). Si registrano, invece, variazioni nulle in tutti i comparti della pubblica amministrazione per la nota sospensione delle procedure negoziali operata dalla legge 122 del 2010.

    Copertura contrattuale

    L’indagine ha monitorato anche l’andamento dei contratti. Nel mese di agosto si è registrato il recepimento di due accordi (laterizi e manufatti in cemento, società e consorzi autostradali), mentre nessun accordo è venuto a scadenza. Pertanto, alla fine di agosto 2013, sono in vigore 24 contratti che regolano il trattamento economico di circa 6,1 milioni di dipendenti che rappresentano il 46,1% del monte retributivo complessivo. Nel settore privato l’incidenza è pari al 63,2%, con quote differenziate per attività economica: la copertura è totale nel settore agricolo, mentre è del 67,3% nell’industria e del 57,6% nei servizi privati. Complessivamente i contratti in attesa di rinnovo sono 50 (di cui 15 appartenenti alla pubblica amministrazione) relativi a circa 6,8 milioni di dipendenti (di cui circa 2,9 milioni nel pubblico impiego). I mesi di attesa per i lavoratori con il contratto scaduto sono in media 27 in diminuzione rispetto allo stesso mese del 2012 (32,2 mesi). L’attesa media calcolata sul totale dei dipendenti è di 14,1 mesi, in crescita rispetto a un anno prima (9,4 mesi).

    Ansa – 23 settembre 2013 

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