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Italicum e riforma Pa dettano legge. Il Ddl Madia entra nella fase calda, dalle misure per la dirigenza alle partecipate. E avanza il Ddl concorrenza

La Camera a tutto Italicum, il Senato inchiodato sulla riforma Pa. Questo il menu principale in Parlamento a partire da lunedì. Poco spazio per i provvedimenti “sanitari”. Ma sul Ddl concorrenza – appena diventato dopo il voto sul Def di giovedì uno dei collegati alla manovra 2015 – la commissione Bilancio si prepara a dare indicazioni alla presidenza di Montecitorio. Poi se ne deciderà l’iter nelle commissioni riunite Finanze e Attività produttive.

Sarà l’Italicum, la contestatissima legge elettorale tanto cara a Matteo Renzi e ai suoi fedelissimi dopo la bocciatura del Porcellum da parte della Consulta, a dominare il proscenio politico e l’intera attività della Camera a partire da lunedì 27. In cascina un gruzzolo di voti di fiducia da parte del Governo sui tre articoli del provvedimento in terza lettura in aula a Montecitorio. Una situazione che farà impallidire, e rallentare notevolmente per tutta la settimana, con code possibilissime (pressoché sicure) anche la settimana seguente, considerato tra l’altro che le Camere lavoreranno fino a giovedì 30: venerdì 1 maggio è la festa del lavoro.

Riforma Pa col freno tirato

Ma non mancherà qualche tavolo apparecchiato in Parlamento anche per la sanità. A cominciare dal senato, dove l’aula di palazzo Madama proseguirà da martedì 28 il lentissimo esame con tanto di votazioni sulla riforma della Pa. Il provvedimento, finora votato solo fino all’articolo 8, entra nella fase calda, dalle misure per la dirigenza a quelle sulle partecipate. Altra battaglia in vista, insomma, e non ci sarà da stupirsi se il provvedimento, collegato alla manovra 2015 dopo il voto di giovedì sul Def, avrà bisogno di altro tempo (settimana/e) per uscire dalla palude del Senato.

Farmacie, decide la Bilancio

Intanto spunta il Ddl su concorrenza e apertura ai mercati, che come quello sulla Pa è diventato un collegato alla manovra 2015. Il provvedimento, che al momento per la sanità contiene soltanto le misure sulle farmacie con quell’incubo per i titolari privati dell’apertura alle catene, è stato assegnato alle commissioni Finanze e Attività produttive della Camera in sede referente. Ma il fatto che sia diventato un “collegato”, oltre a spalancargli le porte di un iter più celere e in qualche modo privilegiato (spaccature a parte), ha imposto da martedì il passaggio del Ddl del Governo alla commissione Bilancio che martedì dovrà esaminarlo per dare alla presidente Boldrini il necessario parere per la verifica del «contenuto proprio». In sostanza, dovrà proporre se e cosa stralciare dal testo. Solo a quel punto si potranno aprire le danze del provvedimento. E che si ballerà, e parecchio, è sicuro.

Tocca all’autismo

Per il resto c’è poco da segnalare nelle due commissioni “sanitarie”. Alla Affari sociali (Camera) il Dddl sull’autismo già approvato dal senato e gli indennizzi in favore degli affetti da talidomide, ma anche l’audizione dell’Aifa. Alla Igiene e sanità (Senato) sono all’ordine del giorno la donazione di corpo e tessuti post mortem e il riutilizzo di farmaci.

Sanita24 – 26 aprile 2015 

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