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La coppia scoppia e chiede: «Nell’accordo anche i cani». I due ex coniugi: diritto all’affettività pure con gli animali. Accordi per assegno di mantenimento e visite

Con due cani, decidono per la separazione consensuale e chiedono al tribunale di Vicenza di riconoscere un accordo (non solo per quanto riguarda la figlia) anche in merito ai due amati animali, alla casa in cui dovranno continuare a stare, alle spese che li riguardano e che andranno divise a metà e anche ai momenti in cui potranno accudirli.

Di fatto i due ormai ex – un 46enne agente di commercio e un’impiegata 42enne dell’hinterland – hanno chiesto ai giudici di riconoscere il diritto all’affettività nei confronti dei due labrador di casa, che si traduce in obblighi (di provvedere al loro mantenimento e cura) e in diritti (come quella di far loro visita, di poter godere della loro compagnia).

Insomma, i due vicentini che hanno mantenuto buoni rapporti nonostante la rottura del matrimonio (ieri c’è stata la separazione consensuale) ritengono che l’affetto che nutrono nei confronti dei due cani cresciuti per tanti anni assieme sia meritevole di tutela giuridica.

E si aspettano che venga riconosciuta. Tanto che gli ex coniugi hanno messo nero su bianco disposizioni e condizioni per la gestione e il mantenimento dei due fido, anche per il benessere della loro figlia di 10 anni che adora stare con loro.

I labrador (uno di proprietà del 46enne, l’altro dell’impiegata sua ex moglie) rimarranno a casa della donna, assieme alla figlia, anche perché ha a disposizione un giardino. L’uomo, che provvederà al mantenimento della bimba per la sua parte, pagherà anche metà delle spese che riguardano i cani e potrà vederli e portarli in passeggiata ogni qual volta vedrà la figlia, ma anche in altre occasioni, accordandosi con l’ex. Questo è quanto hanno concordato i due: quanto vorrebbero veder «validato» dall’autorità giudiziaria.

Si tratta appunto di richieste che ora dovranno passare al vaglio del pubblico ministero e del collegio di giudici. Richieste che, se accolte, non avrebbe precedenti, almeno a Vicenza.

Un precedente per la verità c’è già stato, ma in tribunale a Roma.

«Stiamo parlando di diritto all’affettività, di riconoscere l’animale domestico come riferimento affettivo importante nella famiglia, del quale prendersi cura anche in caso di separazione», fa sapere l’avvocato che assiste i due vicentini che si sono separati ieri, Paola Mari di Mantova.

Il legale aggiunge: «Si va nella direzione del riconoscimento del diritto degli animali, che sta prendendo sempre più piede di questi tempi. Ora non rimane che attendere la decisione dei giudici sul merito».

Il Corriere del Veneto – 16 novembre 2016

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