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Istat: la disoccupazione torna a salire, +0,2% a marzo. Tra i giovani è al 43,1%. Poletti: “I dati vanno letti in un quadro complessivo”

La disoccupazione giovanile a marzo risale oltre il 43%: il tasso – reso noto dall’Istat – segna un aumento di 0,3 punti percentuali a quota 43,1%, dal 42,8% di febbraio. Dopo il calo del mese di febbraio, a marzo 2015 gli occupati diminuiscono dello 0,3% (-59 mila persone) rispetto al mese precedente, tornando sul livello dello scorso aprile.

Il tasso di occupazione, pari al 55,5%, cala nell’ultimo mese di 0,1 punti percentuali. Rispetto a marzo 2014, l’occupazione è in calo dello 0,3% (-70 mila) e il tasso di occupazione di 0,1 punti. I disoccupati aumentano su base mensile dell’1,6% (+52 mila). L’entrata in vigore del Jobs Act, dunque, sembra non aver avuto effetti positivi sul tasso di disoccupazione. Anche se per i tecnici dell’Istat: «È ancora presto» per poter vedere gli effetti della riforma del lavoro sull’andamento del mercato. Dati che, però, sono in controtendenza rispetto al contemporaneo bollettino mensile diffuso dalla Banca Centrale Europea. Che riferisce: «In Italia e Spagna, il miglioramento del clima di fiducia dei consumatori ha coinciso con un calo del tasso di disoccupazione».

Salvini: «Cosa dice Renzi?»

Al di là dei commenti tecnici, è immediata la replica politica. Il primo ad intervenire è il segretario della Lega, Matteo Salvini: «Vorrei proprio sapere che cosa dice Renzi dei drammatici dati sulla disoccupazione diffusi dall’Istat… Lo chiedo a Renzi, Poletti, Alfano, alla vigilia della Festa del Lavoro». Parlando a Radio Padania, Salvini ha aggiunto: «Il dato della disoccupazione è drammatico e bisogna anche capire come mettere d’accordo la disoccupazione crescente con quelli che dicono che bisogna accogliere tutti quelli che arrivano via mare, non solo quelli che hanno diritto, ma tutti i migranti…». Per Daniele Capezzone, presidente della Commissione Finanze della Camera, «i dati Istat appena usciti, molto preoccupanti sul piano della disoccupazione (e ancora più allarmanti sul piano di quella giovanile) mostrano che la “cura Renzi” non funziona. Spin e propaganda non bastano. Per questo, da mesi (da ultimo, la scorsa settimana con il nostro “Contro-Def”), noi Ricostruttori, insieme a Raffaele Fitto, proponiamo una ricetta alternativa: un vero e positivo choc-fiscale (una terapia di drastico taglio delle tasse), contro la logica degli “zero virgola”, che non porta l’Italia da nessuna parte». Rincara la dose il segretario nazionale della Cgil, Serena Sorrentino: «I dati dell’Istat sulla disoccupazione confermano ancora una volta che cancellare i diritti non crea lavoro».

ansa – 30 aprile 2015 

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