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La giusta collocazione della veterinaria regionale

Chiaramente parlare ad un politico di “prevenzione” è molto difficile, perché molto spesso l`emergenza è una formidabile occasione mediatica: risolverla in anticipo potrebbe dare persino fastidio.

Prevenire costa e non paga in termini di voti -direbbe qualcuno- e gli esempi, dall`assetto del territorio alla sicurezza stradale, dall`educazione alla gestione dei rifiuti, sono sempre lì a ribadirci questo assunto. Se tuttavia il Ministro della salute, Ferruccio Fazio, in una lettera all`assessore Luca Coletto -che coordina in questo momento gli Assessori regionali alla Sanità- afferma che “ Nelle Regioni e nelle Provincie Autonome non è ancora stata creata una struttura organizzativa che possa fungere da chiave della governance della sicurezza alimentare e della sanità animale sull’intero territorio di competenza e nel contempo costituisca punto di riferimento e di contatto per l’ Autorità centrale.” significa che qualche problema esiste. Il Ministro (che è un tecnico di nomina politica) fa riferimento alle recenti emergenze sanitarie e della sicurezza alimentare, situazioni tutt`altro che episodiche nella realtà attuale.

A chi giova, verrebbe da chiedersi, che non vi sia un`organizzazione veterinaria regionale ben strutturata, che abbia potere decisionale e rapidità di intervento in situazioni critiche? Perché mantenere sistemi parcellizzati sul territorio ed incapaci di reazioni rapide in caso di allerta sanitario? Perché collocare la veterinaria lontano dal controllo diretto degli assessorati competenti, magari in strutture della prevenzione di stampo “medico”, quando le problematiche sono veterinarie? Le risposte se le daranno i cittadini, elettori e contribuenti. In realtà, qualche esempio che soddisfi gli auspici del Ministero, in Italia è esistito, (ad esempio l`Unità di Progetto in Regione Veneto) ma inspiegabilmente, si è scelto di riportare tali strutture sotto un controllo politico più serrato, così come potrebbe accadere per il Nucleo Operativo Regionale Veterinario, struttura di controllo composta da personale di diverse aziende Sanitarie e pertanto scevro da condizionamenti locali.

Ma perché un Sindacato di Liberi Professionisti, come il SIVeLP dovrebbe interessarsi di questi aspetti? La risposta sta nell`efficienza del sistema, che ha ricadute positive sull`intera professione.

Se infatti le scelte ed i controlli sono decisi da veterinari preparati nella materia di cui si occupano, è molto più agevole una razionalizzazione del comparto, un contenimento dei costi ed un attività di indagine che porti a risultati e non a sensazionalismi. In questi termini si agevolano le aziende virtuose e si promuove una cultura della sicurezza sanitaria ed alimentare che presuppone un faticoso percorso di crescita nella qualità dei prodotti e nella consapevolezza del consumatore.

Per il Libero Professionista un rapporto di collaborazione, pur con ruoli nettamente distinti, è certamente più costruttivo del continuo conflitto, che si traduce in un danno potenziale anche sul fronte della salute pubblica: pensiamo solamente a quante informazioni di carattere epidemiologico noi possiamo fornire ad un interlocutore che meriti la nostra fiducia. Al di là dei giochi della politica o di chi ritiene che un sistema efficiente intralci altri interessi, prevenzione, progettualità e programmazione sono investimenti per il futuro della Salute e la veterinaria pubblica è nata per questo.

Angelo Troi – Sivelp.it – 20 gennaio 2011

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