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Uova alla diossina, ora si teme per il latte

Non solo le uova, ma anche il latte potrebbe essere contaminato in Germania, dove è stata disposta la chiusura di 4.709 allevamenti, a causa della vendita di mangimi alla diossina a numerosi allevatori del paese: l’allarme che arriva dalla stampa tedesca sta trovando vasta eco in tutta Europa.

E ieri sera il ministro della Salute italiano, Ferruccio Fazio, ha disposto controlli sul latte, sulle uova e anche sulle carni suine provenienti dalla Germania. Il ministro ha inoltre rassicurato sul fatto che le uova italiane, che sono marchiate e tracciabili, «sono garanzia di sicurezza anche in Germania».

Il mangime che ha contagiato gli animali, ha reso noto ancora Fazio, «non è stato importato nel nostro paese». Nessuna segnalazione di alimenti a rischio diossina dalla Germania è pervenuta alle nostre autorità di controllo. Lo confermano fonti del ministero della Salute che sono in contatto sia con le autorità tedesche sia con quelle europee che hanno allertato alcuni paesi interessati al consumo a rischio.

Anche le categorie professionali sono in allerta. La Coldiretti, da sempre sostenitrice dell’etichetta di provenienza per tutti i prodotti agro-alimentari, rilancia la proposta. Su cinque litri di latte consumati nel nostro paese uno arriva proprio dall Germania, che è il principale fornitore di latte e derivati dell’Italia con quasi 41 milioni di quintali l’anno in equivalente latte (compresi anche latticini e formaggi); di origine tedesca anche grandi quantità di carne di maiale e uova. «È necessario introdurre subito l’obbligo di indicare in etichetta di provenienza di tutti gli alimenti – sottolinea la Coldiretti in una nota – come previsto dal disegno di legge che dovrà essere discusso alla Camera per l’approvazione definitiva, dopo il consenso raccolto da tutti i gruppi parlamentari al Senato».

Intanto in Germania lo scandalo della contaminazione da diossina si allarga e il governo di Berlino parla di «elevato grado di comportamento criminale» da parte dell’azienda al centro dello scandalo. È la dura accusa che arriva da Ilse Aigner, portavoce del ministro dell’Agricoltura tedesco: nel mirino la Harles und Jentzsch, la società dello Schleswig-Holstein (nord) che avrebbe venduto grasso animale per mangimi contaminato. La società in questione non sarebbe nemmeno registrata ufficialmente.

E dal ministero dell’Agricoltura del land dove sorge la società fanno sapere che nuovi test hanno indicato che i livelli di diossina nei grassi animali prodotti dalla Harles und Jentzsch erano circa 78 volte sopra la norma. Quella che si chiama genericamente diossina corrisponde in realtà ad oltre 200 sostanze diverse, 17 delle quali altamente tossiche per l’uomo. La più pericolosa è il tetraclorodibenzo-p-diossina (Tcdd), la cosiddetta diossina Seveso, considerata come punto di riferimento nei parametri per la valutazione della tossicità.

Finora, le autorità sanitarie tedesche hanno chiuso temporaneamente 4.709 allevamenti in attesa di accertamenti, tracce di diossina sono state rilevate in altre due regioni ma secondo la stampa il numero di regioni colpite è salito da 10 a 12 su 16, mentre in Europa finora il caso ha interessato l’Olanda e il Regno Unito, dove sono stati esportati i prodotti contaminati.

Aumenta quindi il nervosismo tra i consumatori. Negli ultimi giorni, le vendite di uova, polli e carne di maiale sono crollate e presto potrebbero seguire anche quelle del latte. Un allevatore di bovini, secondo il tabloid Bild, potrebbe avere usato il mangime incriminato e secondo alcuni gli esperti è possibile che anche il latte contaminato – oltre alle uova, la carne di pollo e la carne di maiale – sia finito nei supermercati.

8 gennaio 2011 – ilsole24ore.com

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