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La mappa. Dal Veneto al Lazio, l’avanzata delle varianti sta imponendo cambi di fascia e chiusure

Il Corriere della Sera. La variante inglese del coronavirus si fa sempre più largo in Italia, cresce la presenza delle versioni sudafricana e brasiliana, così come aumenta il numero delle scuole chiuse e delle aree che finiscono in zona rossa o in zona arancione «rafforzata» o «scura». Dopo un periodo di stabilità diverse regioni (Lombardia, Provincia autonoma di Trento, Emilia-Romagna, Toscana, Abruzzo, Molise) tornano ad avere una curva dei contagi al rialzo. Secondo il Comitato tecnico-scientifico oltre il 30% delle infezioni Covid-19 in Italia è dovuto alla variante inglese e verso la metà di marzo questa sarà predominante.

Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha istituito la zona arancione «rafforzata» fino al 2 marzo in tutta la provincia di Brescia, otto comuni della provincia di Bergamo e uno del Cremonese. «In provincia di Brescia siamo di fronte alla terza ondata», ha detto il consulente della Regione Guido Bertolaso.

Limitazioni ulteriori, ma senza zona rossa, in una parte della Liguria. Lo prevede l’ordinanza del governatore Giovanni Toti per i distretti sanitari di Ventimiglia e Sanremo da oggi e fino al 5 marzo: chiusi asili e scuole di ogni ordine e grado, niente spostamenti tra le 21 e le 5 a Ventimiglia e comuni vicini.

In Veneto per la prima volta quest’anno risalgono anche i ricoveri «in larga parte in rianimazione. Ma non sono focolai, si tratta di singole unità del territorio», ha spiegato il direttore generale della sanità regionale Luciano Flor. «Non sono catastrofista, ma invito a non abbassare la guardia — ha aggiunto il governatore Luca Zaia —. Il bollettino sta iniziando a dare segnali, il trend si sta riaccentuando». I tamponi sequenziati in Alto Adige hanno evidenziato altri 4 casi di variante sudafricana del coronavirus (portando a 16 il totale) che si aggiungono ai 96 casi di variante inglese.

In zona rossa finisce da domani — per una settimana — il comune di Cecina (Livorno). In Emilia-Romagna è stata decisa la zona arancione scuro (fino all’11 marzo) per 14 comuni dove da alcuni giorni «si registra una situazione di progressiva criticità a causa dell’incremento dei contagi»: tra questi c’è anche Imola.

Nel Lazio sale il numero dei Comuni che finiscono in zona rossa proprio a causa delle varianti: da oggi dell’elenco fa parte anche Torrice (Frosinone), dopo l’ordinanza del presidente della Regione Nicola Zingaretti. A preoccupare in questo caso è la variante inglese. Nelle altre due zone rosse laziali — Colleferro e Carpineto Romano — parte lo screening per tutti.

A Roma è la versione brasiliana del coronavirus a far chiudere una scuola, l’istituto «Sinopoli-Ferrini» (già interessato nei giorni scorsi dalla variante inglese). Nei prossimi giorni saranno sottoposti a tampone i circa 1.500 studenti e il personale. Si ferma per il Covid-19, sempre nella Capitale, anche la sede Cerboni dell’istituto comprensivo «Rosetta Rossi» a Primavalle.

Le mutazioni del coronavirus sono sorvegliate speciali anche in Puglia. «Abbiamo segnali di diffusione della variante inglese», ha affermato l’assessore alla Salute della Regione Puglia Pier Luigi Lopalco. «I dati ci dicono che tra i bambini si sta diffondendo il contagio in modo proporzionalmente superiore alle altre fasce d’età». Ieri sera il Tar della Puglia ha sospeso l’efficacia dell’ordinanza che obbligava alla didattica a distanza fino al 5 marzo. Il governatore Michele Emiliano adotterà un’altra ordinanza che darà la possibilità di scegliere tra Dad e lezioni in presenza.

In Sicilia da domani finiscono in zona rossa — su ordinanza del presidente della Regione Nello Musumeci — i comuni di San Cipirello e San Giuseppe Jato, in provincia di Palermo.

Secondo la piattaforma Gisaid la variante inglese è stata confermata in almeno 93 Paesi nel mondo, quella sudafricana in 46 e quella brasiliana in 22.

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