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La nuova Usl 5: «Trenta milioni per rifare l’ospedale». Compostella: «Investiremo anche ad Adria e Trecenta». In arrivo altre otto medicine di gruppo

È entrata ufficialmente in funzione la nuova Usl 5 provinciale, nata dalla fusione tra le vecchie aziende 18 di Rovigo e 19 di Adria, con circa tremila dipendenti e un bilancio superiore ai 540 milioni di euro. «È una svolta amministrativa importante, ma per gli utenti non vi saranno differenze nell’accesso ai servizi» assicura Antonio Compostella, pronto a dare impulso anzitutto al progetto di ammodernamento dell’ospedale civile di Rovigo, con un investimento stimato in non meno di 30 milioni.

«Dopo l’ok della commissione regionale Crite – spiega il direttore generale – attendiamo siano definite entità e modalità di finanziamento che, nell’arco di 5 o 6 anni, rafforzeranno il ruolo della struttura del capoluogo come hub , ossia riferimento nella rete provinciale».

Compostella assicura che gli investimenti saranno orientati pure sugli altri due ospedali pubblici di Adria e Trecenta. «Ad Adria l’obiettivo è il nuovo Pronto Soccorso, mentre Trecenta avrà un ruolo di riferimento per Procreazione assistita e Riabilitazione intensiva». Sempre maggiore, inoltre, sarà l’integrazione tra le strutture chirurgiche di tutti e tre i nosocomi «con l’obiettivo di valorizzare il meglio di ciascun ospedale». In tutte i reparti, presto, spariranno definitivamente i letti con comandi manuali, per fare spazio solo a quelli elettrici. Nei reparti di area critica (Pronto Soccorso, Terapia Intensiva, Emodinamica) saranno sostituiti monitor e ventilatori, questi ultimi rinnovati anche nelle sale operatorie. Due nuove Tac verranno acquistate per Rovigo e Trecenta, mentre ad Adria verrà collocata una nuova risonanza magnetica, sempre col sostegno economico della Fondazione Cariparo.

Dal punto di vista territoriale, continuerà l’apertura di strutture di medicina integrata di gruppo. Dopo Adria e isola di Ariano, è atteso l’avvio entro l’anno di poli a Trecenta, Occhiobello, Polesella, Villanova del Ghebbo, Castelmassa, Badia Polesine, Porto Tolle, Porto Viro. «Un impegno a declinare pienamente il Piano Sociosanitario regionale – sottolinea ancora Compostella – anche nel sostegno alle disabilità e al rafforzamento dell’Assistenza domiciliare infermieristica, specie per le cure palliative per i pazienti con patologie dolorose, non necessariamente terminali». Infine, si procederà con l’integrazione dei primariati vacanti anzitutto per Rianimazione/Pronto Soccorso ad Adria e, a seguire, per i reparti di Radiologia, Chirurgia generale, Medicina di laboratorio, Anatomia patologica, Oncologia.

Nicola Chiarini – Il Corriere del Veneto – 3 gennaio 2017 

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