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La polemica “Medici di famiglia, mondo finito. Ma chi ci va più?”. E Giorgetti fa infuriare la categoria

Michele Bocci, Repubblica. Ha dato contro, proclamandone l’inutilità, a uno dei punti di riferimento sanitari degli italiani. Il medico di famiglia. «Ne mancheranno 45mila nei prossimi anni? Ma chi ci va più dal medico di base », ha detto il sottosegretario leghista alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti al Meeting di Rimini. Un attacco diretto che ha fatto infuriare tutti i rappresentanti della categoria e non solo loro. «Una dimostrazione dello scollamento della politica dai problemi reali del Paese», commenta ad esempio Filippo Anelli, il presidente della Federazione degli Ordini dei medici, replicando alle parole pronunciate in Romagna. E anche la ministra Giulia Grillo gli fa notare di avere una visione completamente opposta.
«Senza offesa per i professionisti qui presenti — aveva proseguito Giorgetti — Nel mio piccolo paese vanno a farsi fare la ricetta medica, ma chi ha almeno 50 anni va su Internet e cerca lo specialista. Il mondo in cui ci si fidava del medico è finito». A parte che scegliere lo specialista, per giunta su internet, non sempre è facile perché i cittadini non possono decidere da soli qual è quello giusto in base ai loro sintomi, Giorgetti sembra ignorare le code e le difficoltà di prendere appuntamento in molti degli ambulatori dei 50mila medici di famiglia italiani. «Mai come oggi il ruolo del medico di famiglia è cruciale. Sminuirlo o deresponsabilizzarlo sarebbe semplicemente il suicidio », scrive su Twitter Roberto Burioni, il professore paladino dei vaccini e anti bufale in sanità. Anche la ministra Giulia Grillo sceglie di intervenire. «Non sono per nulla d’accordo con lui — dice — I medici di medicina generale sono centrali nella corretta gestione del Servizio sanitario, della presa in carico del malato cronico, sono attori attivi fondamentali in tutte le politiche di prevenzione, nell’assistenza agli anziani e di tutte le fasce più deboli della nostra società. Una visione opposta rispetto a quella che sembrerebbe avere il sottosegretario Giorgetti».
Ancora Anelli parla di «politica di basso spessore». Secondo il presidente degli Ordini dei medici un recente sondaggio commissionato al Censis per la recente celebrazione dei 40 anni del sistema sanitario «l’87% degli italiani dichiara di fidarsi del medico di medicina generale, la quota raggiunge il 90% tra gli over 65. Tra l’altro quel professionista è la fonte principale delle risposte a domande di salute, visto che si rivolge a lui il 72,3% degli italiani». Silvestro Scotti, segretario del principale sindacato dei medici di famiglia, la Fimmg, aggiunge: «I numeri dicono che ogni giorno negli studi dei medici di famiglia del nostro Paese passano 2 milioni di italiani. Poi ci sono i contatti telefonici o informatici. La crisi di governo deve aver mandato in confusione il sottosegretario della Lega».

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