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La Regione sbaglia la misura e alza di mille volte i Pfas consentiti in acqua. Le quantità espresse in milligrammi anziché in microgrammi: ora si dovrà correggere

Luca Fiorin. La Regione, «per sbaglio», autorizza limiti massimi di Pfas, al di sopra di ogni parametro immaginabile. Lo ha fatto nel punto d’arrivo, a Cologna Veneta, del collettore che porta nel Veronese le acque reflue dei depuratori del Vicentino. Ovvero, allo sbocco di quello che è noto come il «tubo», la condotta che fa porta sino a Cologna gli scarichi di 5 depuratori della provincia berica, compresi quelli dell’area conciaria della valle del Chiampo e del Comune di Trissino.

Secondo un provvedimento pubblicato in questi giorni sul Bollettino ufficiale della Regione, il «tubo» dovrebbe rispettare parametri relativi alle sostanze perfluoro-alchiliche che sono davvero elevatissimi. Una situazione che, però, la stessa Regione spiega essere stata resa pubblica solo in seguito ad un «errore».

LA REGOLA SBAGLIATA. Ma per spiegare questa situazione andiamo per gradi e partiamo dal fatto che il «tubo» – che è nato negli anni Ottanta per trasferire a valle gli scarichi dei depuratori vicentini di Arzignano, Montecchio, Trissino, Montebello e Lonigo allo scopo di salvaguardare le falde acquifere dell’area pedemontana e che ora è oggetto di un ulteriore progetto di prolungamento sino a sud di Cologna – porta con sé un carico di Pfas. Situazione che potrebbe essere dovuta al fatto che il depuratore di Trissino raccoglie anche gli scarichi dell’azienda chimica, la Miteni Spa, che secondo la Regione è la fonte primaria della contaminazione che sta interessando falde ed acque superficiali presenti in un’ampia area posta a cavallo fra le provincie di Verona, Vicenza e Padova. A regolamentare lo scarico del «tubo» nel Fratta-Gorzone – fiume che un tempo era considerato il più inquinato d’Italia a causa dei reflui delle concerie e che ora accoglie anche le acque di scarico contenenti Pfas – è arrivato un decreto, il 37, del direttore del Settore tutela ambiente della Regione, che riguarda il rinnovo dell’autorizzazione allo scarico del collettore. Collettore che è gestito dal consorzio Arica, presieduto da Antonio Mondardo, segretario della Lega vicentina. Il decreto stabilisce dei limiti massimi di Pfas, espressi in milligrammi e non, come detta l’Istituto superiore di Sanità, in microgrammi. Una differenza di unità di misura i cui effetti non sono certo indifferenti, visto che un microgrammo equivale a mille milligrammi.

LE PRESE DI POSIZIONE Sccondo i consiglieri regionali del Movimento cinque stelle, Jacopo Berti e Manuel Brusco, siamo di fronte «ad una barzelletta». Anche perché, secondo quanto rilevano, a tre anni dalla scoperta della presenza dei Pfas «ora si danno ad Arica altri quattro anni per adeguarsi, riducendo la presenza di Pfas». «Agli acquedotti ed agli agricoltori non ci sembra siano stati concessi gli stessi tempi», affermano.

In Regione, invece, ammettono che gli indicatori pubblicati sul Bur sono errati. «All’agenzia che cura il bollettino, sono stati inviati dei parametri corretti che però sono stati riportati in maniera sbagliata nella pubblicazione», spiegano all’assessorato competente. «Purtroppo c’è stato uno sbaglio nel riportare la sigla di riferimento, cosa che purtroppo è già accaduta in altre occasioni, in altri sistemi di misura; ciò che conta è che comunque al consorzio Arica sono stati notificati i parametri corretti», precisa il portavoce dell’assessore all’Ambiente, Gianpaolo Bottacin. «Di fatto non è accaduto nulla: il testo apparso sul Bur sarà rettificato».

POLEMICHE ED INIZIATIVE Proprio Bottacin aveva replicato alle affermazioni dei grillini secondo le quali la Regione era stata «inadempiente» per quanto riguarda l’emergenza Pfas, affermando che ad impedire l’adozione di azioni più stringenti è la mancanza di regole a livello nazionale.

Intanto, Miteni Spa ieri ha annunciato per sabato 23 luglio una giornata a porte aperte dello stabilimento di Trissino. «Saremo a disposizione di tutti coloro che vogliano conoscere da vicino ciò che facciamo e le professionalità che lavorano con noi, tra le migliori nel mondo nel nostro settore», dice l’amministratore delegato Antonio Nardone. La visita si svolgerà a gruppi dalle 10 alle 17, previa registrazione su www.miteninforma.it.

L’Arena – 15 luglio 2016

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