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L’imprenditrice Marina Salamon denunciata per i cani molesti

Querelata dopo molti spaventi e aggressioni mortali a gatti e galline tra Valdonega e Avesa. Gli animali della manager escono spesso da casa e scorazzano perfino dentro l´ospedale

Uno dei cani di proprietà di Marina Salamon a spasso per le vie di Borgo TrentoSettembre 2011: due gatti trovati morti all´interno del recinto dell´ospedale. Ottobre 2011: alcuni cani si introducono nel padiglione di Anatomia Patologica dell´ospedale di Borgo Trento e vengono cacciati dal personale. Febbraio 2012: gli stessi cani aggrediscono una colonia di gatti in via Sabotino. Marzo 2012: una gattina viene uccisa dai cani in questione, sotto gli occhi di alcuni residenti del quartiere. Aprile 2012: strage di 14 galline in un pollaio ad Avesa e un gatto dilaniato in una colonia della frazione. Sembra un bollettino di guerra l´elenco di episodi citati nella denuncia sporta qualche giorno fa da Elena Maggioni, con cui la responsabile dell´associazione Gaia Animali e Ambiente denuncia una situazione che definisce insostenibile: «Sono mesi che questi attacchi proseguono a danno dei gatti delle varie colonie: ormai ne sono morti una trentina», spiega. «Senza contare caprette e galline sbranate durante la notte, perché i cani entrano anche nelle proprietà private da Valdonega ad Avesa. Aggressioni seguite sempre da segnalazione dell´accaduto alla signora Marina Salamon, proprietaria dei cani, che non ha mai messo in sicurezza né i cani né il recinto della sua proprietà, dalla quale continuano a scappare».

L´imprenditrice trevigiana, trasferitasi a Verona dopo il matrimonio con Marco Benatti, vive da anni in via Monte Ortigara, a Borgo Trento. E dalla sua proprietà, a sentire Maggioni e i numerosi testimoni che la donna cita nella denuncia, uscirebbero quotidianamente, soprattutto nelle ore serali e notturne, due o tre cani, che si sposterebbero liberamente, senza controllo, per le strade del quartiere, dove sono stati più volte avvistati nell´area tra Avesa, le piscine Santini e Villa Monga.

Ma dopo una decina d´anni di «scorribande» degli animali, che in passato avevano seminato la paura anche tra i genitori e i bimbi di una scuola materna e tra gli anziani della zona, c´è chi ha deciso di passare dalle parole ai fatti visto che, come si legge nella denuncia depositata alla Procura della Repubblica del Tribunale di Verona il 15 maggio, si tratterebbe di possibili ipotesi di reato: uccisione e danno di animali altrui e malgoverno di animali. «Nonostante la signora abbia infatti risarcito i danni, è anche una questione di affetto per l´animale», rincara Maggioni. «Abbiamo provato a praticare altre strade, prima mettendoci in contatto con l´interessata e poi allertando vigili e carabinieri, ma non riusciamo ad arginare il fenomeno. Si immagina se chiunque ha un cane si comportasse così?», aggiunge.

Intanto, dopo la denuncia, è già partita una raccolta di firme tra i cittadini del quartiere che, esasperati, vorrebbero portare la questione anche all´attenzione del sindaco.

«Basterebbe poco», propone Maggioni: chiudere sempre il cancello, che spesso ho visto aperto, o magari attrezzare un cancello doppio, in modo che i cani non sfilino fuori quando esce un´auto. Potranno essere anche buonissimi, ma il padrone dev´essere responsabile fino in fondo della gestione del suo animale».

L’Arena 26 maggio 2012

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