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L’assicurazione romena chiede tutela a Napolitano «Nessuna irregolarità»

«Nessun soggetto titolare in via diretta od indiretta di quote della City Insurance è mai stato, nè condannato nè mai processato per camorra». Così il presidente del gruppo, Nicolae Musat

Tornano i riflettori sulla City Insurance, la compagnia romena vincitrice dell’appalto indetto dalla Regione per assicurare le 24 aziende sanitarie (76 milioni di euro in tre anni) ma bloccato dalla Guardia di finanza per presunte irregolarità. Il presidente del gruppo, Nicolae Musat, è indagato per false attestazioni e turbativa d’asta, perchè secondo gli inquirenti il gruppo non sarebbe in grado di coprire i sinistri in quanto forte di un capitale sociale di appena 3 milioni, nonostante un giro d’affari nel 2011 calcolato in 50 milioni. Inoltre ci sono le dichiarazioni di un pentito, secondo il quale la compagnia avrebbe qualche legame con la camorra. Accuse già definite infondate da Musat in una lettera aperta inviata nei giorni scorsi alle nove aziende sanitarie venete assicurate con la City Insurance. «La City non è destinataria di alcuna formale indagine di polizia o quantomeno non è stata ufficialmente informata di ciò – ha scritto il presidente – relativamente la provvisoria aggiudicazione alla scrivente della gara d’appalto per la Regione Veneto avvenuta lo scorso dicembre 2011, ad oggi non v’è stata né la revoca dell’aggiudicazione provvisoria né la definitiva aggiudicazione che avrebbe determinato l’emissione di contratti assicurativi e quindi la maturazione dei premi».

Una posizione confermata dall’avvocato della società, Gennaro Lepre, con una nota: «Nessun soggetto titolare in via diretta o indiretta di quote della City Insurance è mai stato nè condannato nè mai processato per camorra. Ciò allo stesso modo di tutti i funzionari e di tutti i dirigenti sia della rete commerciale che dell’apparato amministrativo della stessa».

Lepre si dice «esterrefatto per aver appreso di un’indagine dalla stampa» e ha avanzato formale richiesta all’autorità giudiziaria «di esercitare il diritto di comparire spontaneamente a chiarire la propria posizione e così la assoluta insussistenza di qualsiasi irregolarità nel contratto con la regione Veneto, al pari di quelli con tutti gli altri enti pubblici e privati, smentendo perciò sin d’ora categoricamente qualsiasi ipotesi investigativa di falso e/o di altri reati paradossalmente invece spacciati come già accertati».

L’avvocato annuncia che sono state avviate «tutte le iniziative giudiziarie in sede penale e civile per chieder conto degli illeciti in tal modo consumati, nonchè del danno d’immagine e commerciale nel contempo cagionato».

Nella nota, Lepre sottolinea che «a tutt’oggi la compagnia di assicurazioni da me assistita non ha ricevuto alcuna comunicazione dell’operato del Gico della Guardia di finanza di Venezia» e che «l’azionista di maggioranza della City Insurence ha levato immediata la propria protesta e richiesta di tutela al presidente della Repubblica», con una missiva inoltrata anche al Comando generale delle fiamme gialle e alla Procura di Venezia. Alla quale si chiede di procedere per violazione del segreto istruttorio

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