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Lazio. Il commissario Bondi unisce la sanità. Contro se stesso

Sindacati, datori di lavoro privati, medici e dipendenti si appellano a Napolitano contro i tagli Bondi unisce la sanità. Contro se stesso (ii Daniele Di Mario n primo risultato il nuovo commissario alla Sanità del Lazio Enrico Bondi l’ha già raggiunto: ricompattare il mondo del Servizio sanitario regionale. Contro di lui.

Questa mattina trentanove sigle tra sindacati, associazioni datoriali, rappresentanze industriali presenteranno una lettera aperta indirizzata al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al presidente del Consiglio Mario Monti, al ministro della Salute Renato Balduzzi, alla governatrice dimissionaria Renata Polvenni e allo stesso Bondi per denunciare lo stato della sanità laziale. Secondo le organizzazioni nel Lazio non verrebbe garantito il diritto costituzionale alla tutela della salute sancito dagli articoli 3 e 32 della Carta e ribadito da numerose sentenze della Corte Costituzionale. Sul banco degli imputati ci sono soprattutto i tagli lineari, che colpiranno di qui a breve interi reparti dei grandi ospedali romani e comporteranno la chiusura dei piccoli nosocomi nella Capitale e in provincia, ma che hanno già colpito la sanità privata e quella religiosa. Un abbattimento del tariffario 2012 del 7% che non è andato giù a nessuno – imprenditori, sindacati, lavoratori, medici – e che mette a rischio migliaia di posti di lavoro, oltre ai cinquemila precari in scadenza che andranno a casa a fine anno. Sindacati, lavoratori e datori di lavoro chiedono che la Regione abbia al più presto un governo e giudicano «irrazionali» i provvedimenti della struttura commissariale.

Non solo. Bondi viene accusa di «rottamare» i lavoratori e di «sopprimere i servizi», distruggendo la rete dei servizi di ricovero, ambulatoriali e territoriali. Tutte ragioni che verranno esposte stamattina in via Torino. E il fronte dellapoliticasi compattacontro le scelte del commissario. La Polverini garantisce che il diritto alla salute verrà garantito: «In questo Paese a tutto possiamo rinunciare, ma non al servizio sanitario universale. Lo stesso presidente Obama si è ispirato al modello europeo e quello italiano è il migliore. Mi auguro che nell’ambito di ristrettezze che questo Paese sta vivendo, si tenga ben chiaro che il diritto alla salute è garantito dalla Costituzione». Per Federlazio i decreti di Bondi avranno effetti devastanti, rinviando le prestazioni salvavita: oggi il Neurological Centre of Latium effettuerà l’ultima operazione di tumore al cervello e altri tre pazienti in attesa di operazione sono stati ieri rinviati a casa. Lo stesso sta succedendo all’European Hospital dove già da ieri si stanno rinviando gli interventi al cuore peri tagli previsti dai nuovi decreti di riduzione di spesa. Anche la casa di cura Villa Sandra ha bloccato l’accettazione di pazienti che necessitano di prestazioni neuroriabilitative e cardiorespiratorie. Per Stefano Tersigni candidato sindaco con la civica «Roma Capitale è tua» Bondi è un «killer» e cita le chiusure di San Raffaele Viterbo e Cassino e i tagli alla sanità cattolica. Per Giulia Rodano (IdV) la «situazione è ormai allo stremo», mentre Ivano Peduzzi (Fds) plaude all’ondata di mobilitazioni contro «il fallimento e il disastro della gestione sanitaria nel Lazio» che «colpisce in modo drammatico il diritto costituzionale alla salute dei cittadini, annullando i livelli essenziali di assistenza e distruggendo i diritti e l’occupazione». Il consigliere regionale Pdl Ernesto Irmici è ironico e amaro: ««Apprendiamo che, dopo il taglio del 7% per la spesa nelle strutture sanitarie religiose e private, il commissario ad acta per il rientro della spesa in sanità si appresta adesso a realizzare altri drastici tagli lineari, che potrebbero comportare l’eliminazione di numerosi reparti di vari ospedali, tra cui l’Oftalmico. Se passasse questa linea, la prima legge che dovrà varare la Regione nella prossima legislatura sarà di un solo articolo e reciterà quanto segue: proibito ammalarsi».

Il Tempo – 28 novembre 2012

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