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Le interferenze della Ministra De Girolamo. Quell’intreccio di posti all’Asl, voti e favori ai parenti

Dai documenti è emerso che la ministra si sarebbe personalmente spesa per far ottenere la gestione del bar dell’ospedale ai suoi parenti. Ispezioni, impugnazioni e nuove “intercettazioni”: quella di oggi è una data che può segnare una svolta nell’inchiesta sull’Asldi Benevento in cui è spuntata (non indagata) la ministra Nunzia De Girolamo.

Davanti al Riesame di Napoli si discute il ricorso di Felice Pisapia, l’ex direttore amministrativo dell’azienda sanitaria sott’inchiesta per peculato e truffa, e autore delle registrazioni a tradimento fatte nel 2012 a casa del papà dell’allora deputato Pdl. Potrebbero essere depositate nuove trascrizioni (sia da parte del pm che dell’avvocato che assiste l’ex manager) che vedono protagonisti, oltre alla De Girolamo e allo stesso Pisapia, il dg dell’Asl Michele Rossi e due collaboratori del politico sannita, Giacomo Papa e Luigi Barone. Sempre oggi arriveranno nella struttura sanitaria gli ispettori inviati dal governatore Stefano Caldoro per fare chiarezza sugli spunti emersi dalle conversazioni allegate agli atti. Dove, oltre a multe per sequestri di latticini, licenze di bar e bandi pubblici, si discute anche dell’anomalo spostamento di alcuni uffici Asl ad Airola. «Un paio di cose che stanno a Montesarchio che voi dovreste t rasferirgli a Sant’Agata e lui dava la disponibilità dei locali», dice la De Girolamo riferendosi al sindaco del piccolo comune sannita. Interviene il dg Rossi che, parlando di una vicenda collegata, rivela: «A Valentino noi non gli stiamo facendo un piacere… gli stiamo creando un po’ di problemi che lui intelligentemente ha incassato… nel senso che noi gli stiamo spostando delle attività». Perché un parlamentare e due manager dell’Asl discutano di delocalizzare uffici sanitari, addirittura creando “problemi” al territorio, saranno poi le indagini in corso ad accertarlo. Così come bisognerà accertare perché, a un certo punto della chiacchierata registrata, la De Girolamo faccia intendere di disporre personalmente dei poteri che sono propri del dg: «Preferisco poi darlo ad uno del Pd che ci vado a chiedere 100 voti».

Altro filone è quello che riguarda il bar, situato all’interno dell’ospedale Fatebenefratelli di Benevento, costruito – nella sua nuova posizione, dopo il passaggio allo zio della De Girolamo – senza alcun titolo amministrativo. Il sopralluogo dei vigili ha portato a scoprire abusi edilizi all’interno della struttura sanitaria, sottoposta al vincolo della Soprintendenza. Dalle carte era emerso che il ministro si sarebbe personalmente speso per far ottenere la gestione dell’esercizio commerciale ai suoi parenti, minacciando addirittura ispezioni e controlli nell’ospedale (mai avvenuti, in realtà). I risultati del sopralluogo sono stati inviati in Procura, alla Regione Campania e al Genio Civile.

Sull’Asl di Benevento pende però non solo una inchiesta penale, ma anche cause di lavoro che si intrecciano con alcuni degli aspetti messi in luce dalle attività investigative. Oltre allo stesso Pisapia, che ha fatto ricorso contro il licenziamento, c’è la storia della dottoressa Maria Calandra, per 13 anni responsabile del servizio di emergenza sanitaria territoriale sannita, estromessa – a suo dire – da tutte le mansioni pochi mesi dopo l’insediamento di Michele Rossi a dg dell’Asl. Lo stesso che, nelle “intercettazioni”, ringraziava la De Girolamo per l’incarico affidatogli.

Il Sole 24 Ore – 14 gennaio 2014 

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